I racconti di Churramabad
traduzione di Sergio Rapetti
Andrej Volos
Edizioni Tracce, Pescara 2000

"la porta dell'Est", collana diretta da Vittorio Strada

pp. 160, lire 22.000



 

 

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L'immaginario toponimo "Churramabad" sembra evocare una città di fiaba, l'antica Persia e l'Asia centrale delle grandi vie carovaniere.
Adombra invece Dusanbe, edificata negli anni Venti (dal 1929 al 1961 si chiamò Stalinabad) come capitale della Repubblica socialista del Tagikistan. Alle tragiche vicissitudini patite dai russi, anche quelli radicati in Tagikistan da tre generazioni, dopo il crollo dell'Impero sovietico, Andrej Volos ha dedicato un grandioso ciclo letterario: il "romanzo in racconti" Churramabad.
Sei dei racconti pubblicati sulle prestigiose riviste letterarie "Novyj Mir" e "Znamja" sono stati tradotti e raccolti in questo libro: le vicende dei protagonisti, sia in terra tagika che nella nuova e per loro sconosciuta
patria russa, si richiamano reciprocamente per piccoli accenni puntuali ma devono il loro comporsi in un quadro d'insieme soprattutto alla sorvegliatissima cifra stilistica e alla coesione e tensione ideale del progetto.
Narrando del forzato esodo di centinaia di migliaia di suoi connazionali, dei massacri e violenze che l'accompagnano, Volos non dimentica mai possibili spiegazioni e reciproci torti e cerca sempre, in chiunque, la più piccola fiammella di ragione e umanità per farne tesoro.
Ma a farceli comprendere e amare è la smagliante inventiva letteraria delle situazioni, il disincanto, la sorridente ironia che li rendono, benché seri e impegnativi, così attraenti e vicini.

Andrej Volos è nato nel 1955 a Dusanbe (Tagikistan); poeta lui stesso, ha tradotto in russo numerosi poeti tagiki; dal 1986 pubblica opere in prosa in Russia, dal 1991 è nell'Unione degli scrittori; nell'ultimo decennio ha atteso alla stesura della sua opera maggiore, oggi conclusa: Churramabad.

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