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In
questa silloge di poesie di Laura Visconti la ricerca poetica rigorosa e
nitida
sul piano dello stile si concilia con una riflessione sulle modalità
stesse
del far poesia e, più in generale, sul ruolo fondamentale del
linguaggio
nella formazione e nella scelta esistenziale dell'individuo.
La
silloge "Le parole la vita" già dal titolo ci conduce nei
luoghi in cui pensiero e linguaggio sembrano disputarsi la preminenza
sulle modalità
gnoseologiche,
ma senza addentrarsi in dilemmi filosofici o semiologici,
quasi
centrando nella relazione con il linguaggio il fulcro delle scelte
esistenziali
di ogni individuo, il nocciolo del principium individuationis.
Una
poesia così centrata sull'importanza del proprio ruolo sembra
rimandare
a quei grandi nomi della poesia italiana contemporanea che si
muovono
su simili prospettive di contenuto (penso ad Andrea Zanzotto,
naturalmente,
pur così lontano dallo stile dell'Autrice, e a un poeta come
Valerio
Magrelli), tuttavia Laura Visconti ci manifesta una originalità
espressiva
dello stile e una forma poetica innovativa, comunicativa e
coinvolgente,
senza epigonismi né particolari richiami ai modelli correnti
del
far poesia.
Le
modalità dello stile di Laura Visconti colpiscono per l'incisività del
dettato,
ottenuta sia grazie all'essenzialità dell'espressione che al ritmo
serrato.
Le scelte lessicali privilegiano termini vicini al linguaggio
quotidiano,
per permettere anche al lettore meno acculturato una
fruizione
consapevole. Ma lo strumento retorico più utilizzato è
probabilmente
l'allegoria, con il suo particolare sapore di allusione
apparentemente
senza contenuto, ma in realtà aperta ad un secondo
livello
di lettura (e di significato) che arricchisce il testo di rimandi
espliciti
e impliciti, di echi e suggestioni. Un esempio: "Residui / briciole
/
spiccioli / è ciò che resta / nelle mani / dopo gli sprechi / immani /
di
prodiga
/ letizia / di feroce / avarizia" (p. 33) in cui una possibile
critica
a un
vuoto materialismo è velata da un primo livello di lettura
esistenziale
e autobiografico.
L'Autrice
dimostra, con questi strumenti espressivi, che è possibile
mantenere
la pluralità dei significati pur nella comunicatività della
forma
e del linguaggio, che è possibile oggi scrivere una poesia
complessa
pur conservando la "leggibilità" del testo.
Nicoletta Di Gregorio
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