| Sauro Vesprini, La soffitta dell'io | Edizioni Tracce, Pescara 2000 | |
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racconto con fotografie d'arte dell'Autore |
pp. 40, lire 18.000 | |
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UNA SCRITTURA PER IMMAGINI Sauro Vesprini ci offre con questo testo una prosa che è difficile definire: certo si tratta anche di una prosa "lirica", ma altrettanto sicuramente si tratta di una prosa di grande elaborazione linguistica e di grande forza espressiva, che ci concede momenti di grande tensione emotiva e descrizioni di notevole forza icastica. Si potrebbe forse definire "prosa che ha in sé l'energia della poesia" (parafrasando in qualche modo Jean Baudrillard), che mette in mostra il palpito più intimo, la materia originale e informe che dà vita alla poesia. Sembra emergere dal testo una potenza evocativa probabilmente dovuta a quel frequentare i luoghi della psiche in qualche modo marginali ma pieni di ricordi e di rimozioni, appunto quella "soffitta dell'io" (che è un po' l'inconscio), che in questo testo viene ripulita e riportata alla luce, per cui si manifesta con pienezza di voce e con un registro ampio di toni e di sfumature espressive. Ma l'ispirazione dell'Autore è nella tensione costante tra parola e immagine, tra quella scrittura per immagini documentata dalle fotografie e quelle immagini che emergono dalla scrittura, che diventano il cuore stesso della dimensione estetica di questo libro, e si manifestano in una forma quasi unitaria e corale, che concilia il flusso di coscienza con una sorta di mitologia della contemporaneità. La densità simbolica del testo diventa così motivo di un confronto costante con gli archetipi della modernità, con quella "soffitta del mondo" che l'artista vuole svelare per riportarne alla luce i significati. Ubaldo Giacomucci
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