Emanuele Torreggiani
Tempo presente

Edizioni Tracce, Pescara 2005

narrativa

pp. 106, € 11,00



 

 

 

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dalla PREFAZIONE

            Emanuele Torreggiani in questo romanzo offre un vero e proprio spaccato di tragedia umana, in cui la guerra come emblema dei mali dell’uomo raggiunge una dimensione allegorica, ma anche il senso di una testimonianza sulle sofferenze profonde dell’uomo. Il tema della guerra è un tema importante, che si dipana non tanto quale elemento di riflessione sociologica, quanto come momento di riflessione esistenziale e spirituale. La tragedia introduce quindi la consapevolezza della morte, della propria morte, che si rende garante dell’autenticità ma anche della drammaticità dell’esistenza umana. Questa prospettiva esistenzialista (tipica del Martin Heidegger di “Essere e tempo”) tuttavia non è l’unica che fornisce l’Autore, in quanto viene ulteriormente caricata di significati nel confronto con il Cristo.

Il rapporto dell’uomo con la morte è quindi tutt’altro che semplice: la vicinanza dell’esperienza finale rende più consapevoli del vivere, ma non esaurisce la ricerca esistenziale: in questo senso il ritornare costante dell’espressione “Quante volte bisogna morire per imparare a vivere?” in tutto il romanzo porta alla consapevolezza acquisita nel finale dell’opera, che occorre “imparare a morire vivendo”. Proprio la consapevolezza vitale dell’esistenza riscatta la morte dal suo baratro d’angoscia e la pone come limite (forse non invalicabile), comunque necessario per la considerazione più autentica del vivere.
       

Ubaldo Giacomucci

 

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