| Stefania Mai La maschera e la visione - Jane Austen, Emily e Charlotte Brontë |
Edizioni Tracce, Pescara 2004 |
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Collana Armorica |
pp. 408, € 20,00 | |
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La maschera e la visione: saggio critico o - come afferma
l'autrice - ascolto appassionato della "storia" che le tre scrittrici
inglesi esaminate (Jane Austen, Emily e Charlotte Brontë) raccontano
attraverso i loro personaggi più "diversi"? La storia della lotta senza
tempo tra il ribelle e la norma. Ma una storia che, originalmente,
l'autrice del libro non legge e non scrive come racconto della sconfitta
annunciata del ribelle. Esiste un contrasto tra il desiderio dell'io e la
legge del mondo. Ma tale legge regola la vita di superficie, non quella
profonda, dell'individuo. E se la superficie (la forma) è rispettosa della
norma, la parte profonda (l'essenza) può restare fedele a se stessa. Il
"diverso" (di cui la società diffida perché devia dalle norma/normalità)
può "mascherarsi e coltivare in una dimensione intima e privata - l'amore
di chi lo comprende - la "visione" che lo fa se stesso, e sfuggire
all'obbligo sociale del ruolo che ogni società impone ai suoi
membri.
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