| Maria
Laura Spinogatti Ubi tu gaius |
Edizioni Tracce, Pescara 2001 |
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poesie |
pp. 104, lire 22.000 (€ 11,36) | |
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dalla PREFAZIONE Nella
poesia di Maria Laura Spinogatti la riflessione sul rapporto di coppia
raggiunge una particolare ed originale impostazione stilistica, che riesce
a conciliare una forma espressiva distesa e scorrevole, con un simbolismo
intenso e una tensione emotiva di grande suggestione. In questa
silloge di poesie, organica e unitaria, l'Autrice ci propone un testo che
mostra una costante proiezione introspettiva, come nella migliore
tradizione poetica novecentesca. Si compone, così, in una sorta di
dimensione personale del vissuto e dei sentimenti, nella modernità dello
stile e della forma espressiva, un originale trattato sull’amore e
sull’incontro con l’altro, che si confronta costantemente con una
distesa e coinvolgente dimensione sensuale. In una
sensibilità profonda, tutt’altro che epidermica, il coinvolgimento dei
corpi diventa efficace messa in discussione della visione logocentrica, in
una modernissima prospettiva filosofica. Filosofi e scrittori come Georges
Bataille e Pierre Klossowski ribaltano infatti il tradizionale paradigma
logocentrico del pensiero novecentesco: il razionalismo, di fronte alle
giuste pretese del corpo, è incapace di comprendere le passioni, la
creatività, l’esperienza paradossale della morte e le fughe
prospettiche dell’anima e dell’animus, ma soprattutto
l’incontro con l’Altro, tema centrale della riflessione esistenziale e
della psicanalisi, che su questi elementi fondano la loro fortuna. L’Autrice,
ovviamente, si limita a testimoniare da poeta l’enorme influenza
degli elementi non razionali nella vita umana, la necessità dell’eros e
dell’amore, la coerenza intrinseca di ogni legame affettivo. Ubaldo
Giacomucci
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