Pasquale Spina La storia velata della conquista dell'America |
Edizioni Tracce, Pescara 2006 |
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Collana "Azioni Parallele" (saggistica) |
pp. 300, € 16,00 | |
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Un saggio sulla vera "scoperta" dell'America, che fu soprattutto un'opera di conquista e di colonizzazione, certo non priva di crudeltà e di soprusi... Il saggio La storia velata della conquista dell’America è diviso in quattro capitoli e due appendici finali. Nel I capitolo l’autore effettua una ricognizione del dibattito storiografico che ancora ruota attorno alla figura di Cristoforo Colombo, una delle figure più controverse della storia moderna, essendo egli stato per anni glorificato e celebrato come grande scopritore, laddove ormai le più recenti ricerche storiche mettono invece in evidenza la violenza, il maltrattamento e la politica schiavistica da lui promulgata nei confronti dei nativi americani. Nel II capitolo vi è invece un ampio sommario delle ideologie denigratorie nei confronti dei nativi americani promulgate da autorevoli auctoritates della tradizione letteraria e filosofica europea come Locke, Voltaire, Kant, Hegel. Ad esse fanno da contraltare le linee di lettura dei vari Montaigne, Giordano Bruno, Leopardi, che invece contrastarono, ognuno a suo modo, l’ideologia conquistatrice promulgata dai loro colleghi. Il III capitolo focalizza la sua attenzione sulla genesi della democrazia statunitense e in particolar modo sul contrasto fra i proclami di libertà e uguaglianza con cui i coloni propagandarono la loro rivolta dalla madrepatria inglese e le loro pratiche di schiavizzazione e genocidio nei confronti degli africani deportati in America e dei nativi americani. Il IV capitolo è tutto dedicato al continente sudamericano e alla resistenza degli indios ai vari processi di conquista, dominio, controllo diretto e indiretto cui per oltre 500 anni sono stati sottoposti. Le appendici finali mettono ulteriormente a fuoco come in definitiva la presunta oggettività che crediamo tracciata dai libri di storia sia, e mai come in questo caso, solamente la visione dei fatti proposta dalla soggettività del più forte.
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