Vincenzo Sottanella
Le similitudini più belle dei taccuini
dell'"immaginifico"

Edizioni Tracce, Pescara 2004

Saggistica

pp. 128, € 10,00



 

 

 

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            Dalla premessa di vito Moretti:
"[...] Si tratta [...] di un lavoro assai utile, che ripercorre le tecniche compositive del Pescarase e che mette in luce la tendenza all'«osservazione» e alla «descrizione» con cui il poeta cercava di sottrarsi alle modalità esauste e stereotipate della letteratura dei suoi anni e di orientare la ricerca verso il gusto simbolico ed evocativo del Decadentismo. In questo contesto la similitudine (e con essa la registrazione di particolari cromatici, fisici, ecc.) ebbe lo scopo di relazionare situazioni e pensieri in più larghe misure e nei più fantasiosi rapporti, per giungere al più esteso possesso delle stessa natura e per dar luogo all'aristocrazia (e persino alla mistica) della "Bellezza che - con le parole di Oscar wilde - «è il miracolo dei miracoli».
Conoscere - allora - gli indugi, i soggetti raffigurati, le fogge delle cose delle cose, i depositi su cui si appuntarono le attenzioni del poeta,e seguirne puntualmente le ricorrenze esplicite o implicite e le varie riproposizioni, significa anche addentrarsi - si capisce - nell'«officina» del poeta ed intendere meglio la genesi, le tessiture e i princìpi dell'arte sua, per una più documentata e corretta storicizzazione delle opere e delle idee. [...]"


Dello stesso Autore:

Letteratura e politica in d'annunzio fino al 1915, Tracce, 1993

Dizionario delle immagini dei taccuini dannunziani, Tracce, 2001

 

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