Paolo Paolacci
Gente moderna comunque in scena

Edizioni Tracce, Pescara 2000

racconti e teatro

pp. 88, lire 18.000



 

 

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UN OMAGGIO ALLA VITA
TRA POESIA E PROSA (di Marco Testi)


Ci sono alcune opere di cui è diffìcile parlare. Sono opere di confine, che sono un po' poesia, un po' prosa e che si presentano in modo semplice, ma che nel contempo sembrano prive di un messaggio preciso, di uno svolgimento tradizionale.
Sono opere che però vanno, per forza di musicalità e immediatezza, dentro, saltando spesso passaggi logici.
Opere come questa di Paolo Paolacci, che è fatta di un viaggio e un incontro di voci a teatro: due argomenti diversi, presentati in modo da rimarcare questa diversità ma che parlano poi di una stessa cosa: della vita in questo mondo così radicalmente mutato.
Gente moderna è il primo "atto" di questa raccolta che narra un viaggio in treno da Roma a Malcesine, sul lago di Garda, luogo familiare all'autore. È in realtà un doppio viaggio, quello reale e fisico verso il nord e quello dentro se stesso.
Inutile dire che è quello inferiore il vero nodo di questa prima parte, un itinerario che, come nelle altre opere poetiche di Paolacci, si presenta come un insieme vorticoso di pensieri e di giorni leggeri, anche quelli più duri.
Come scrisse una volta Italo Calvino, la leggerezza è una delle prerogative della buona letteratura, perché ci accosta al peso della vita senza esasperarlo, ma anzi presentandocene i lati più deboli, quelli che noi possiamo attaccare per ritagliarci uno spazio, come si fa quando talvolta si deve lottare per un posto in treno, o in un'aula universitaria gremita, o negli altri luoghi della nostra quotidiana battaglia...

 

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