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Libro esaurito.

Non in ristampa.

 

antologia di poesia internazionale

MOTO PERPETUO

poesie di Bonnefoy, Conte, Erba, Luzi, O'Grady, Spaziani, Tomlison, Zach

dalla Postfazione:

Cosa potrebbe mai accomunare un istrionico poeta che giunge dall'Irlanda e ha girato mezzo mondo allo schivo e pensoso Mario Luzi, i cui viaggi sono soprattutto quelli dell'anima? O la torinese Maria Luisa Spaziani, dal piglio deciso e battagliero, all'israeliano Natan Zach che dell'ebreo ha quello sguardo doloroso e consapevole, come da vittima sacrificale? E cosa gli altri: il francese Bonnefoy, gli italiani Erba e Conte, l'inglese Tomlison? Troppo facile e retorico rispondere: la poesia!

Anche se proprio nella loro qualità di poeti erano stati tutti invitati a Pescocostanzo, alla prima edizione del simposio Moto perpetuo. Il rischio era proprio quello di far convivere forzosamente, in nome di un presunto ideale comune, voci e personalità tra di loro diverse e lontane, forse opposte e veder nascere quelle tensioni e fratture che il pubblico, anche il più sprovveduto, è così abile a fiutare. E la scommessa, invece, era di riuscire a coinvolgere tutti in un'iniziativa che allora forse non era chiara nemmeno agli organizzatori, in una sorta di esperimento aperto e perfettibile.

A manifestazione conclusa ed all'atto di licenziare que-
sto lavoro che ne è la testimonianza, si può affermare che la
scommessa è stata vinta. Chi ha avuto modo di vivere più
da vicino quei giorni, a contatto con gli otto poeti - che a
volte si sono incontrati e intersecati, quasi riconosciuti,
gettando le basi di un'amicizia tanto improvvisa quanto
profonda, altre si sono succeduti senza sfiorarsi, ma cammi-
nando ognuno sulle orme dell'altro - sa bene che al di là dei
canti e dei toni diversi, un'unica atmosfera si respirava: lo
stesso meraviglioso incanto per il luogo.

Ecco la testimonianza di uno dei protagonisti:

A 1400 metri di altezza, sopra le folle
nude e le guerre civili del mondo ai tuoi
piedi sul livello del mare, mi sono reso
conto che quando la vita è veramente
civile essa è nobile e che è possibile viver-
la così, con una soddisfazione che rende
umani ed eleva noi tutti, all'unisono.

Cosa possiamo chiedere di più alla fine
del secondo millennio? Noi, gli ospiti che
debbono partire, percorreremo una strada
lunga e diffìcile prima di trovare l'imma-
colata integrità umana di Pescocostanzo.
Grazie e lunga vita a te.
Desmond O'Grady