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dalla PREFAZIONE
Il romanzo "Ogni giorno che viene" si presenta come un testo
dalla forte carica espressiva, particolarmente suggestivo nello sviluppare una vera e
propria storia nella storia, grazie all'idea del romanzo nel romanzo (la "metanarrazione", si potrebbe definire, utilizzando un termine
semiologico di grande fortuna nell'ambito delle avanguardie degli anni Sessanta).
Il protagonista, Lanfranco, sembra richiamare autobiograficamente la
figura stessa dell'Autore, sia per la professione (è un avvocato, come Carlo
Lizza), sia per una serie di spunti e considerazioni personali così coinvolgenti e nitide all'interno del romanzo da lasciare anche nel
lettore che non avesse conoscenza dell'Autore un netto sapore di autobiografia.
Non sempre ricerca poetica e ricerca narrativa vanno di pari passo in un Autore, ma Carlo Lizza ci stupisce proprio per aver voluto misurarsi con
la narrazione dopo tre volumi di poesia di effettivo valore e di grande forza
espressiva, ed essere riuscito nell'intento di coniugare una forma narrativa valida e di grande complessità, con l'esigenza di comunicare il
proprio mondo interiore.
Il romanzo si presenta quindi complesso e coinvolgente, di grande valore stilistico e dai contenuti accattivanti, mostrando al lettore una ricerca
narrativa che rispecchia la preparazione letteraria e culturale dell'Autore, forse dai più noto come avvocato e personaggio pubblico, ma
da sempre appassionato di letteratura e di poesia, di arte e musica, sempre
dedito all'approfondimento culturale, che ha saputo confrontarsi con le problematiche sociali e politiche più scottanti e significative.
Ecco quindi che, all'interno del romanzo, compare anche la tematica della scrittura e delle sue motivazioni all'interno del processo creativo ed
espressivo: l'individuo, nel suo confronto con la società e con il mondo trova nella scrittura l'occasione di moltiplicare i propri percorsi di
senso e le dimensioni interpretative, di tessere trame nello spazio interiore, seguendo l'emergere dei contenuti sulla soglia della coscienza.
Ubaldo Giacomucci
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