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La guerra di Troia non si farà, il testo teatrale
più celebrato di Jean Giraudoux (1882 - 1994) assieme a La pazza di
Chaillot, fu rappresentato per la prima volta a Parigi il 21 novembre
1935. Agli appassionati di teatro e di cinema non solo francese forse
interesserà sapere che la pièce, messa in scena da Louis Jouvet,
contava fra gli interpreti lo stesso Jouvet nel ruolo di Ettore, Pierre
Renoir in quello di Ulisse, e Renée Falconetti come
Andromaca. Diplomatico di carriera, ferito due volte durante la I
guerra mondiale, Giraudoux rivisita il mito della Guerra di Troia in una
chiave disillusa ed ironica, mettendo in luce le meschinità umane e i
conflitti di interessi che si nascondono dietro le dichiarazioni ufficiali
ed il gioco della "guerra come sola igiene del mondo". La guerra di
Troia non si farà - ripetiamo - è del '35: nel '19, dopo la guerra,
era stata isituita la società delle Nazioni, che aveva assistito impotente
all'affermarsi del fascismo e del nazismo; Karl Kraus aveva pubblicato nel
1922 Gli ultimi giorni dell'umanità, un testo cui La guerra di
Troia..., nonostante la differenza di contesto culturale, sembra
avvicinarsi in più di un momento. Lo stile di Giraudoux, che
all'interno di strutture tradizionali si muove con un linguaggio elegante,
arguto, sottilmente ironico e non di rado poetico, diede origine ad un
aggettivo:"giralducien", come a suggellare l'unicità di un autore la cui
personalità avrebbe influenzato generazioni di drammaturghi, a partire da
quella di Jean Anouilh. S.N.
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