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Sperimentare
la scultura e la pittura con l'elemento più
semplice.
Far sposare l'arte alla semplicità della vita quotidiana.
Trasformare
pane e sale in fiori, ghirlande, angeli, paesaggi. E' questa la
magia
di Rita Errico, una delle maggiori rappresentanti in Italia del
Saltzeig.
Un'arte a cui questa giovane artista ha dedicato sei anni della
sua
vita. Sempre pronta a rimettersi in discussione, a sperimentare, a
escogitare
la forma giusta, il colore esatto, la sfumatura più veritiera.
Come
un piccolo alchimista che, partendo dalle cose più semplici, si
avventura
per raggiungere i risultati più complessi. Eppure, al contrario
dell'alchimista
più attento, la Errico non vuole dimostrare nulla. Dà
semplice
sfogo alla sua sensibilità. Si guarda attorno e si mette all'opera.
Per
forgiare i suoi lavori parte dalla pasta sale per arrivare
alla mollica di pane. Ed è qui che trova la sua vera dimensione
artistica.
E'
qui che riscopre tutte le sue capacità.
I
minuscoli granellini assumono forme eleganti e delicate e le
sue
creazioni si succedono una dopo l'altra. Si trasformano in bambole,
portacandele,
segnaposto, cornucopie, minute bomboniere dipinte in fini
colori
pastello. Riempiono gli scaffali, le mensole, i tavoli della sua casa.
Osservano
con stupore il mondo circostante e lo colorano con una luce
diversa.
Ci guardano, sembrano quasi parlare. Sono riposte con la stessa
delicatezza
con cui sono state create. Non sono semplici oggetti inanimati,
sono
scrigni di una sensibilità amante delle cose belle e raffinate.
Respirano
una maturità che non ha perso l'innocenza dell'infanzia.
Le
sue capacità si spingono ben oltre la pasta sale e la pasta di
mollica.
E' così che la Errico si improvvisa pittrice, scultrice, ceramista.
Ogni
settore artistico le è congeniale alla perfezione e le sue creazioni
sono
lontane dall'essere buffe riproduzioni di oggetti inverosimili. Sono
stampi
esatti della realtà. Con i suoi colori e le sue forme fluide. Di lei
hanno
già parlato numerosi critici. Tra i tanti, Luigi Ursini ha detto che
"Capodimonte
non è lontana", mentre Salvatore Perdicaro si è soffermato sulla
"straordinaria
disinvoltura
che l'artista dimostra nella sua produzione" e sulla "vitale
creatività
che trae alimento dal felice incontro di varie componenti:
capacità
di analisi e di interpretazione, studio appassionato e desiderio
di
sperimentare".
Questa
è Rita Errico e questa è la sua magia. Una magia
che
nessuna
fotografia, se non quella dell'occhio, potrà mai regalare.
Alessandra Fiore
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