F e n i s i a 
romanzo
Nicola Di Tullio
Edizioni Tracce, Pescara 2000

collana "Narrativa"

pp. 148, lire 25.000



 

 

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dalla PREFAZIONE

Storia di una ragazza segnata duramente dalla vita il romanzo di Fenisia è anche un'abile ricognizione dell'intreccio che a volte può generarsi fra i destini di individui apparentemente distanti ma chiamati ad una sorta di ineludibile complementarità, nei cui nodi si rivelano gli assilli, le illusioni e i disincanti delle rispettive esistenze.

Ma più che ad una narrazione psicologica, Di Tullio mira al racconto "giallo" (o almeno ad alcune modalità del crime-story") in un paesaggio dai tratti ben riconoscibili (Pescara, la costa frentana, i luoghi d'intorno), trasfigurati tuttavia in un sovramondo dalle congiunture particolari e dalle forti energie interne, che saldano la cruda realtà dei fatti (il tradimento, l'incontro col delitto, la fuga disperata) alla ricerca soggettiva del bene, della felicità e dell'armonia interiore. E in quest'ottica i personaggi possono essere visti anche in una loro caratterizzazione allusiva a ridosso di significati più generali che si contrappongono - verosimilmente - al problematico e al contraddittorio dell'esperienza quotidiana, e dunque alla fragilità di ogni coscienza.

Del resto, solo il Prevosto e il cinico Walter, radicati nella loro insidiosa e desolante materia di sotterfugi, eludono l'opportunità di altri magisteri, ai quali invece si concedono Fenisia, il vecchio Maresciallo Don Nicola e, a suo modo, il giovane Mirko. Con essi incalzano situazioni e vicende che tessono un'opera di cospicua e persuasiva creatività, dotata peraltro di una propria tenuta stilistica e di un'aggiornata sensibilità verso le maggiori istanze della scrittura e della fantasia. Il bisogno dell'autore è quello di radicarsi agli scenari della sua terra e ai
ritmi agonici delle individualità chiamate alle proprie consapevolezze ideali e morali...

Vito Moretti