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a cura di
Maria Rosaria La Morgia
Mario Setta
Terra di Libertà
Storie di uomini e donne
nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale

Edizioni Tracce - Fondazione Pescarabruzzo, 2014
Saggistica - collana Storia e Personaggi
pp. 200
€ 15,00
ISBN 978-88-99101-09-1
Dimensioni cm. 13x21





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Colpisce nel libro il fatto che non sono soltanto alcuni individui che accolgono il nemico del giorno prima come un ospite, ma è l’intera comunità che partecipa e si organizza per aiutarli, nonostante i proclami dei tedeschi che minacciavano la distruzione delle case dove avessero trovato rifugio i prigionieri e la fucilazione di tutti gli abitanti. Gli ospiti diventano spesso persone di famiglia e si creano legami di affetto. Anche quando sono costretti a nascondersi in grotte fuori dal paese la gente porta loro cibo quando questo scarseggia anche per loro e va a visitarli, camminando per ore in montagna. L’attesa quasi messianica dell’arrivo degli alleati, che in un primo periodo erano aspettati da una settimana all’altra, quasi da un giorno all’altro, li fa trattenere, mentre la situazione si fa sempre più pericolosa per i loro ospiti. Quando decidono di partire, tutti vengono a salutarli, arrivano in processione a portare cibo, doni, vestiti, coperte per il viaggio, secondo usanze antiche.

Elena Aga Rossi


Eppure, nonostante le sofferenze, il popolo abruzzese nei lunghi mesi della occupazione nazista seppe reagire con resistenza e resilienza, diremmo oggi, a voler sottolineare la capacità dei singoli e delle comunità locali di saper riscoprire il proprio destino dinnanzi alle sciagure provocate dal conflitto.
Piuttosto che lasciarsi andare alla paura, o al calcolo interessato, che avrebbe consigliato di mettere al riparo se stessi ed i beni necessari al proprio sostentamento, molte famiglie, soprattutto contadine, offrirono supporto materiale a tanti prigionieri fuggiaschi, disertori, renitenti ai bandi di leva o di lavoro, antifascisti attivi: li guidarono, mostrarono loro sentieri, vie di fuga e misero in comune il “poco che c’era”. Con questi gesti, tanti civili furono a loro modo resistenti perché anche con piccoli atti contribuirono in modo significativo all’esito della guerra. Soprattutto però le famiglie abruzzesi furono resilienti in quanto coi loro comportamenti di disinteressato aiuto offrirono una risposta morale e di intensa sensibilità umana alle atrocità della guerra.

Nicola Mottoscio


«Una popolazione povera, provata da anni di guerra, semplice ma ricca di profonda umanità, accolse con animo fraterno ogni fuggiasco, italiano o straniero; vide in loro gli oppressi, i bisognosi, spartì con loro “il pane che non c’era”; visse quei mesi duri, di retrovia del fronte di guerra con vero spirito di resistenza, la resistenza alla barbarie».

Carlo Azeglio Ciampi

«C’è un’ultima Medaglia d’Oro che dovrebbe ancora essere assegnata, ed è quella al popolo abruzzese, protagonista silenzioso e modesto di una vera epopea. Forse nessuna popolazione come quella abruzzese si rese protagonista in Italia di una Resistenza così coraggiosa e così corale».

Carlo Troilo

Maria Rosaria La Morgia, laureata in Filosofia a La Sapienza di Roma, lavora in RAI dal 1978, prima come programmista-regista, poi come giornalista presso la redazione TGR Abruzzo. Fondatrice del Centro di cultura delle donne Margaret Fuller di Pescara (www.centrodonnemargaretfuller.it), attualmente è Presidente dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail” e collabora alle riviste “Leggendaria” e “Rivista Abruzzese”.

Mario Setta, docente in pensione di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, è curatore della collana di memorialistica degli ex prigionieri di guerra alleati intitolata “E si divisero il pane che non c’era”, cofondatore e storico dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”.