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Stefano Colli
Non lasciate che uccidano i poeti

Edizioni Tracce, 2014
Poesia collana "Anamorfosi"
Prefazione di Ubaldo Giacomucci
pp. 88 - € 11,00
ISBN 978-88-99101-17-6
Dimensioni cm. 21x14,5





In copertina: Violetta Mastrodonato, Glicine (acrilico su tela 50X70 cm)


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Dalla prefazione di Ubaldo Giacomucci:

Stefano Colli propone un testo poetico suggestivo e convincente, ricco di sfumature espressive. Si tratta in particolare di una silloge di poesie incisiva e dal ritmo cadenzato, che tratta differenti tematiche con grande intensità. Emerge in particolare (com’è evidente dal titolo) il tema della poca attenzione nei confronti della poesia e dei poeti da parte dell’attuale società, a cui il nostro autore risponde non con il silenzio (cfr. Alberto Pimenta, “Il silenzio dei poeti”), ma anzi con rinnovato fervore espressivo, con la dignità di chi è consapevole che “La poesia è il tuo vizio, assurdo / in un’epoca la cui essenza / è rumore”.
D’altra parte i testi si muovono da situazioni di vita quotidiana verso un orizzonte di ricerca del senso dell’esistere che porta anche a riflessioni sociologiche e politiche, insomma verso quella che una volta si sarebbe definita “poesia civile”, con contenuti legati all’impegno civile e alla solidarietà sociale: “Quando guardo i miei allievi negli occhi / non so scorgere il loro futuro / spero solo che non siano servi sciocchi / e che la scuola non ne ammazzi più della guerra. / Per quanto mi riguarda / a me che posseggo soltanto le parole / non resta che intonare un canto antico / perché le vere poesie sono sempre politiche”.
Una silloge, dunque, di notevole maturità stilistica e di contenuti, sottolineata da una forma scorrevole e spesso comunicativa, in cui prevale la forza delle immagini e la tensione etica.
Il passaggio da un “io lirico” a un “noi” sociale viene testimoniato, infine, dal finale della raccolta: “Noi sappiamo soltanto / di essere soli e ansimanti / in attesa di aurore / distese laggiù, all’orizzonte / di una terra smarrita / e di nuove scialuppe da salpare”.


Nato a Grosseto l’11 Ottobre del 1970, filosofo di formazione, Stefano Colli insegna filosofia e storia al liceo scientifico della sua città natale. Scrive poesie dal 2005 e ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali: premio speciale della Giuria (4° posto ex aequo) al premio Penna d’autore 2006 di Torino (sez. silloge inedita); premio riservato ai poeti della provincia di Grosseto per il Dino Bavona di Montepescali, 2007 e 2014; terzo posto al premio G. Pascoli 2011, sez. silloge inedita; 5° posto al premio ‘la poesia del 2012’, La Nuova Tribuna letteraria; 2° posto al premio di poesia Il Litorale 2013, sez. silloge inedita.
Stefano Colli ha pubblicato due romanzi: L’estate di Emma, Europa Edizioni, Roma 2013;
Qualcosa di insolito, I Libri di Emil, Bologna 2014, che ha ottenuto recentemente l’8° posto, Premio speciale della giuria al concorso San Domenichino di Massa.
Ha da poco creato un blog, il cui indirizzo è
www.stefanocolli1970.it.
Non lasciate che uccidano i poeti è la sua prima raccolta edita.