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In copertina:
elaborazione grafica di Antonella Paola Febbo
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Dalla prefazione dell'Autore:
Questa è una storia, partorita dalla fantasia di un essere umano, una di quelle storie che dovrebbero raccontare
quelle situazioni, quei sogni, quei desideri che di solito non si riescono a realizzare nella vita.
In questo modo, ognuno di noi cerca di mettere il tutto dentro la fantasia, che tutto può, tutto realizza, tutto
porta a compimento, illudendo chi scrive che veramente le sue idee, il suo modo di vedere il mondo, le sue illusioni,
possano prendere corpo, per poi crollare, come sempre accade a un castello di sabbia.
Le storie fantastiche, però, sono intrise spesso di realtà ed illusioni, desideri che non possono essere realizzati,
mezze verità e mezze bugie, visioni del mondo reale e fantastico, illusioni di come potrebbe essere e invece
di come veramente è, in un miscuglio ed un intreccio di cose.
E alla fine, ci si accorge sempre che il mondo è perfetto, in tutte le sue parti, così com’è, senza il minimo
bisogno di dover cambiare nulla.
Ivo Spoltore nasce a Crecchio nel 1952, fra le splendide colline d’Abruzzo a metà percorso tra il mare Adriatico e
le meravigliose cime della Maiella.
Ultimo di sei figli, vive tutta la trasformazione della società del dopoguerra, nella miseria degli anni cinquanta e
sessanta al boom economico.
Vive una fanciullezza felice e cresce con una rigida educazione contadina.
Non si adatta mai alla veloce trasformazione che la tecnologia moderna impone alla società attuale.
Si diploma presso l’istituto tecnico nautico di Ortona, gira il mondo come ufficiale sulle navi mercantili, poi, di nuovo
nella terra natia, da cui non si allontanerà mai più.
Si sposa e ha tre figli, che insieme a sua moglie, costituiscono la strada maestra da percorrere.
Combatte per circa trenta anni con una grave forma di glaucoma, che lo porterà alla cecità.
Inizia proprio da questo momento, il desiderio di trasmettere le propie sensazioni, emozioni, ma soprattutto la sua
esperienza unita alla voglia smisurata di vita.
Le prime poesie vengono scritte senza progetto di continuità. La partecipazione a un concorso poetico, dove vince il
primo premio, invoglia l’autore alla pubblicazione dei suoi scritti.
Inizia con una raccolta di poesie:
Lo sguardo rubato “Riflessioni di un cieco”, Colaiezzi editore, giugno 2008.
Continua con il suo primo romanzo:
L’amara paga della vendetta, Tracce edizioni, 2011.
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