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Maria Luisa Spaziani
La radice del mare


Edizioni Tracce, 2009
Poesia
Collana - SEGNI DEL SUONO -
pp. 56
€ 10,00
ISBN 978-88-7433-602-9
Dimensioni cm. 24x16.5

 


In copertina: Carlo Carrà, Barcaiolo (particolare),
cm 68x90, proprietà Pecorini Zambler, Milano






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Dagli interventi di Franco Loi e Ciro Vitiello:

[…] Maria Luisa avvia un movimento poetico che assume le acque del mare a naturale alveo e sostanza. […] Tutte le liriche di questa raccolta sono informate da una sottile coscienza della sonorità primigenia che sommuove il buio stesso, o silenzio gremito, da cui emerge la parola.
Un altro tema è quello dell’immobilità di chi è investito dal mare: “Sembra ferma la barca. I muraglioni non scorrono”. Ma la stessa immobilità è supposta nel poeta quando è travolto dalle acque della poesia – è silenzio e immobilità della mente, e guardinga attenzione dei sensi e dei centri emotivi. Sì, la barca deve rimanere ferma tra le acque per essere condotta da essa dove nemmeno il timoniere può sapere: “la barca sta, fra nuvole che vanno”.

Franco Loi


Ne La radice del mare emergono due aspetti tipici e diffusi dell’universo poetico di Maria Luisa Spaziani, il tema del mare e la struttura bistrofica.
Questo testo si presenta omogeneo nell’intento e vario nell’organismo, scandito per forme rapide, con andamento talvolta gnomico o asseverativo; ove sempre il flusso del sentire inquieto oscilla tra conclusione e spinta, tra finire e non finire, che è indice di ansia, di immediata caduta o di insperata rinascita. Nelle opere precedenti naturalmente le due peculiarità stanno indipendenti, giacché il mare agisce all’interno di un movimento narrativo e nel verso sciolto, laddove la forma bistrofica assume piena maturità e potenza, avvalendosi di una mossa rapida, secca, compiuta in brevissimo vortice di immagini.

Ciro Vitiello



Maria Luisa Spaziani, torinese, vive a Roma, poeta tra i più significativi del panorama nazionale ed europeo. Presidente dell’Universitas Montaliana, dopo essere stata per venti anni Presidente del Centro Internazionale “Eugenio Montale” e dell’omonimo premio. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Le acque del sabato, 1954; Il gong, 1962; L’utilità della memoria, 1966; L’occhio del ciclone, 1970; Geometria del disordine, 1981 (Premio Viareggio); La stella del libero arbitrio, 1986; I fasti dell’ortica, 1996; La traversata dell’oasi, 2002; La luna è già alta, 2006; Poesie d’amore di Marceline Desbordes Valmore, 2006. Autrice del poema-romanzo Giovanna D’Arco, 1990; di Donne in poesia, 1992; di racconti La freccia, 2000; lavori teatrali La vedova Goldoni; La ninfa e il suo re; Teatro comico e no; e di critica letteraria, ha tradotto vari autori fra i quali Ronsard, Racine, Flaubert, Goethe, Shakespeare, Gombrich, Yourcenar, Tounier.
Le sue opere saranno pubblicate nel 2010 nei “Meridiani” di Mondadori.
Ha ottenuto numerosi e prestigiosi premi, l’ultimo importante riconoscimento è il Premio “Dino Campana”, dicembre 2009.





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