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Dagli interventi di Franco Loi e Ciro Vitiello:
[…] Maria Luisa avvia un movimento poetico che assume le acque del mare a naturale alveo e sostanza.
[…] Tutte le liriche di questa raccolta sono informate da una sottile coscienza della sonorità primigenia che
sommuove il buio stesso, o silenzio gremito, da cui emerge la parola. Un altro tema è quello dell’immobilità
di chi è investito dal mare: “Sembra ferma la barca. I muraglioni non scorrono”. Ma la stessa immobilità è
supposta nel poeta quando è travolto dalle acque della poesia – è silenzio e immobilità della mente, e
guardinga attenzione dei sensi e dei centri emotivi. Sì, la barca deve rimanere ferma tra le acque per essere
condotta da essa dove nemmeno il timoniere può sapere: “la barca sta, fra nuvole che vanno”.
Franco Loi
Ne La radice del mare emergono due aspetti tipici e diffusi dell’universo poetico di Maria Luisa Spaziani,
il tema del mare e la struttura bistrofica. Questo testo si presenta omogeneo nell’intento e vario
nell’organismo, scandito per forme rapide, con andamento talvolta gnomico o asseverativo; ove sempre il flusso
del sentire inquieto oscilla tra conclusione e spinta, tra finire e non finire, che è indice di ansia, di
immediata caduta o di insperata rinascita. Nelle opere precedenti naturalmente le due peculiarità stanno
indipendenti, giacché il mare agisce all’interno di un movimento narrativo e nel verso sciolto, laddove la forma
bistrofica assume piena maturità e potenza, avvalendosi di una mossa rapida, secca, compiuta in brevissimo
vortice di immagini.
Ciro Vitiello
Maria Luisa Spaziani, torinese, vive a Roma, poeta tra i più significativi del panorama nazionale ed
europeo. Presidente dell’Universitas Montaliana, dopo essere stata per venti anni Presidente del Centro
Internazionale “Eugenio Montale” e dell’omonimo premio. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie:
Le acque del sabato, 1954; Il gong, 1962; L’utilità della memoria, 1966; L’occhio
del ciclone, 1970; Geometria del disordine, 1981 (Premio Viareggio); La stella del libero
arbitrio, 1986; I fasti dell’ortica, 1996; La traversata dell’oasi, 2002; La luna è già alta,
2006; Poesie d’amore di Marceline Desbordes Valmore, 2006. Autrice del poema-romanzo Giovanna D’Arco,
1990; di Donne in poesia, 1992; di racconti La freccia, 2000; lavori teatrali La vedova Goldoni;
La ninfa e il suo re; Teatro comico e no; e di critica letteraria, ha tradotto vari autori fra i quali
Ronsard, Racine, Flaubert, Goethe, Shakespeare, Gombrich, Yourcenar, Tounier.
Le sue opere saranno pubblicate nel 2010 nei “Meridiani” di Mondadori. Ha ottenuto numerosi e prestigiosi premi,
l’ultimo importante riconoscimento è il Premio “Dino Campana”, dicembre 2009.
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