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Edoardo Sanguineti
Ballate

Omaggio alla città dell'Aquila

Edizioni Tracce, 2013
Poesia - collana - Segni del Suono -
Introduzione di Anna Maria Giancarli
Postfazione di Niva Lorenzini
pp. 40 - € 12,00
ISBN 978-88-7433-881-8
Dimensioni cm. 24x17




In copertina: Ennio Di Vincenzo, Progetto di memoria 2 -
Farfalle meccaniche clonate
, 2001


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Dall'introduzione di Anna Maria Giancarli:

La pubblicazione della presente, agile raccolta delle Ballate di Edoardo Sanguineti, come omaggio postumo all’Aquila, non si inscrive in un’operazione critico-letteraria in senso stretto, ma intende perseguire un “oltre” che si innesta nella devastazione della città, a seguito del terremoto del 6 aprile 2009, nella morte del poeta e nelle radici di una consolidata, reciproca amicizia.
Qualche mese prima della sua scomparsa, nell’ultimo colloquio avuto con lui, egli mi manifestò l’intenzione di dedicare diversi suoi testi di poesia (che avrebbero visto la luce in questa stessa collana) alla città che aveva frequentato più volte, partecipando ad alcune edizioni di “Poetronics” e, in qualità di ospite d’onore, al Premio Letterario Internazionale “Città dell’Aquila” intitolato alla scrittrice aquilana Laudomia Bonanni.
Non avendo egli potuto realizzare il suo proposito, si è pensato ad un’iniziativa volta a tener fede alla sua volontà di condivisione della catastrofe e tale da illuminare, attraverso la sua voce poetica, la condizione tragica di un territorio che, a circa quattro anni dall’evento, attende ancora la sua ricostruzione, che rappresenta una sfida di civiltà per la nazione intera. [...]



Edoardo Sanguineti (Genova, 1930 - Genova, 2010)
Scrittore e critico italiano.
Esponente di punta della neoavanguardia e del Gruppo ´63, collaboratore di testate giornalistiche, docente di letteratura italiana nelle Università di Torino, Salerno, Genova e deputato al Parlamento (1979-83), è autore di poesie in cui la dissoluzione del linguaggio (raggiunta attraverso la commistione delle forme linguistiche più diverse) intende porsi come registrazione della crisi storica dell’ideologia borghese, politica e letteraria:
Laborintus (1956), Opus metricum (1961), Triperuno (1964), Wirrwarr (1972), Postkarten (1978). In quest’ultima raccolta, come nelle successive Stracciafoglio (1980) e Scartabello (1981), è andato progressivamente emergendo, nel recupero della comunicazione verbale, un registro parodico-ironico, tendenzialmente diaristico, che si esercita sulle occasioni della vita quotidiana. Segnalibro (1982), Bisbidis (1987) e Senzatitolo (1992) racchiudono la produzione poetica fino al 1991. Sono poi seguiti Corollario (1997), Cose (1999), Il gatto lupesco (2002), Mikrokosmos. Poesie 1951-2004 (2004) e Varie ed eventuali (2010).
Nei romanzi (
Capriccio italiano, 1963; Il giuoco dell’oca, 1967; Il giuoco del Satyricon, 1970) e nei testi teatrali (K e altre cose, 1962; Teatro, 1969; Storie naturali, 1971; Faust. Un travestimento, 1985; Dialogo, 1991) prevalgono un sistema ludico di smontaggio delle tradizionali forme narrative e una volontà di recupero del linguaggio «basso».
Sanguineti ha anche scritto libretti per le musiche di Luciano Berio, soggetti per balletti e una riduzione dell’Orlando furioso per la regia teatrale di Luca Ronconi.
La sua produzione saggistica, di tagliente acutezza, annovera, accanto a studi danteschi (
Tre studi danteschi, 1961; Interpretazione di Malebolge, 1961; Il realismo di Dante, 1965; Dante reazionario, 1992), vari saggi militanti e importanti indagini sulla letteratura tra Otto e Novecento.
La tendenza a privilegiare un filone di ironica contestazione dei canoni letterari è anche evidente nella polemica antologia
Poesia del Novecento (1969). In La missione del critico (1987) Sanguineti, con uno spirito da saltimbanco, ripercorre in maniera critica grandi nomi della letteratura. Coerenti con l’impostazione degli studi precedenti sono Il chierico organico. Scritture e intellettuali (2000), viaggio interpretativo attraverso cinquant’anni di attività critica teso a svelare la natura sociale dell’atto artistico, e Come si diventa materialisti storici? (2006).
Ha raccolto le sue note di costume apparse su «Paese sera» e i numerosi interventi giornalistici nei volumi
Giornalino 1973-1975 (1976), Giornalino II. 1975-1977 (1979), Ghirigori (1988) e Gazzettino (1993).