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Rosario Foglia
Il tempo di una rosa

Edizioni Tracce, 2013
Poesia collana - I nuovi ossimori -
pp. 120 - € 12,00
ISBN 978-88-7433-912-9
Dimensioni cm. 21x14,5
Prefazione di Fabrizio Patriarca
Postfazione di Plinio Perilli




In copertina: Giorgio De Chirico, Vaso con le rose



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Dalla prefazione di Fabrizio Patriarca:

Tra le voci che reclamano un’occasione di sopravvivenza nel fitto della poesia italiana emergente, quella di Rosario Foglia, io credo, è la più educata. Non parlo di una forma qualsiasi di apprendistato letterario, parlo semplicemente di “buone maniere”, modi d’altri tempi. E già basterebbe questo per candidarla, una voce simile, alla sparizione. Ipso facto, con la tipica stringatezza esecutiva di certi codici di diritto. Le buone maniere nella poesia contemporanea non vanno di moda. È pieno di sperimentatori, là fuori. È pieno di creativi. Sarà per questo che la poesia di Foglia ci convince sempre di più. Perché la “malcelata” educazione dei suoi versi (nel senso di un preciso, volontario affaccio sullo stile) rappresenta di per sé una vistosa controtendenza. [...]


Dalla postfazione di Plinio Perilli:

C’è un Credo inesausto e limpidissimo, nella poesia di Rosario Foglia –: questo prendere luce dalla luce che anzitutto si ha dentro, e chiede poi alla Fede gli occhi giusti, puri in fervore, per meritare e raccontare la Luce vasta di fuori, il Regno di un Visibile che di ogni ombra fa comunque un dono, di ogni pena ingemma il nostro umano rapporto con Dio.
[...]
Ciò che più mi convince e anche mi attrae, nel verseggiare sapiente, pausato di Rosario Foglia è questa paziente, cadenzata liturgia lirica – fermamente cristiana ma insieme neutrale, irenista, e laica come un linguaggio per tutti, un esperanto d’universo che ritraduca il mondo, lo ingentilisca in ogni sguardo più degno che cominci da dentro e si volga al bene, accetti il male ed anche da lì prepari il bene, nomini il dolore esattamente come un’ombra irredenta, mai inesplicabile, della gioia medesima:

È vero, se c’è fede
tutto si disvela: i cataclismi,
i mutamenti, il male.
Resta il dolore sempre uguale:
e il dolore brucia, ahimé,
il dolore scava, piega
e ridisegna l’anima, la permea,
le cambia la visuale.

La testimonianza di Rosario Foglia è dunque importante, proprio perché salda, riassume queste fin troppo grandi ricerche escatologiche con l’esperienza del suo percorso trasparente e nobile, illimpidito di gioia in gioia, ivi compreso il ricorrente, reiterato dono (perché insegnamento) del Dolore. E non parliamo solo delle ansie, degli impicci o dei bisticci privati, dei gorghi incupiti d’intimismo, delle aritmìe familiari (struggente tutto il primo poemetto per il figlio monacatosi, così come il commosso epicedio in ricordo della nonna) ma delle ben più gravi e opprimenti ignominie o ferite della Grande Storia…
[...]


Rosario Foglia è nato nel 1946 a Petilia Policastro (KR). Dopo la Maturità Classica, ha studiato Diritto a Modena, Lettere e poi Pedagogia a Roma, dove risiede dal 1977. Vive con la sua famiglia nell’area dei Castelli Romani, dove ha a lungo insegnato e dove continua nel suo impegno sociale e culturale. Aderente per lunghi anni all’Azione Cattolica, ha svolto al suo interno incarichi di responsabilità a vari livelli.
Poeta e scrittore, ha pubblicato nel 2000, col patrocinio della Provincia di Roma e il sostegno del Comune di Frascati, il libro
Vermicino: ricognizione e memoria, ampio studio sulla storia civile, religiosa e archeologica del luogo.
Nel 2002 è uscito, per i tipi di Sovera, il libro di poesie
Note di Samisen (prefazione di Rosalma Salina Borello).
Membro del Gruppo Culturale di Roma e del Lazio, ha collaborato al Lunario Romano 2011 con uno studio su Frascati e l’Unità d’Italia; collabora da anni a riviste di solida tradizione quali «Lazio ieri e oggi» e «Nuova Informazione» con articoli d’arte, cultura, ambiente, informazione.
Ha ricevuto come poeta riconoscimenti in concorsi quali il Premio Internazionale “Cinque Terre - Golfo dei Poeti” e il Premio “Cervara - Città degli Artisti” 2012.