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Carlo Alessandro Rizzi
PALINSESTI

Illuminazioni di Giò Cappa con testo a fronte

Edizioni Tracce, 2011
Poesia - Collana "Anamorfosi"
pp. 160
€ 13,00
ISBN 978-88-7433-776-7
Dimensioni cm. 21x13


In copertina: Foto elaborata dall'Autore


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Dalla prefazione:

[...] Lo scritto d’autore è energia che non passa dalla materia.

***
Ci resta da immaginare un manufatto, di natura scritta, in cui la componente materica ha un significato se non altro storico, ed il risultato che ne viene fuori non è solo rappresentazione: il palinsesto. Curiosamente, la parola definisce il nuovo (palin-), ma il manufatto importante è il vecchio. Si tratta di questo. In penuria di materia su cui scrivere, si raschiava via il vecchio, e si scriveva di nuovo. Poi, in un anelito di ritorno alla classicità, si raschiò via il nuovo, e tornò la traccia del vecchio, del classico. Ora, immaginate che una pellicola pellucida nuova venga conservata in gran parte sul vecchio scritto. Più che di originale si dovrebbe parlare di primo, mentre la pellicola è il secondo. Immaginate, però che il secondo non venga raschiato sul serio, e che solo qua e là, qualche graffiatura lasci intravedere il primo. Un lampo della sua energia, che è l’energia dello scritto d’autore, accende una miccia e porta a fuochi affatto diversi… per poi ritornare alla luce iniziale, e poi ancora staccarsene, e avanti così… La materia di questo palinsesto non ben ripulito non è un fake, ma qualcosa di affatto nuovo, che porta con sé una nuova e diversa energia.
[...]



Giuseppe - detto Giò - Franco Cappa ha pubblicato la sua prima opera (“At” per Caosfera Editore) nel settembre 2011. In ragione del tema trattato e della possibile riconoscibilità dei protagonisti, nonché per un connaturato senso di pudore, per tale opera ha scelto uno pseudonimo: Giò Cappa il facile calco di Joseph K., a lui così vicino. Ma il suo vero nome è Carlo Alessandro Rizzi, nato a Genova il 15/12/1957.
Carlo Alessandro Rizzi ha effettuato studi classici presso il Liceo Ginnasio Andrea D’Oria, dove ha imparato più la filosofia della letteratura, più la logica della poesia. Si è formato facendo combattere Dostoevskij con Tolstoi; ha sognato Cent’anni di solitudine, ha ascoltato le armonie dei lunghi e chiari periodi del Gattopardo, ma ha trovato il vero lato oscuro del linguaggio negli impasti di Gadda.
Si è laureato all’Università di Pavia, dove ha vissuto per dieci anni, poi si è trasferito a Milano, dove vive da quasi vent’anni. Dunque le sue tre città sono Genova, Pavia, Milano, ma di queste l’unica che non potrà dimenticare è la prima, insieme a mille altre nei cinque continenti, visitate in vacanza e in turismo rubato al lavoro.
Da medico ha sempre svolto la sua attività in vari campi della ricerca non clinica e clinica dal 1984 ad oggi, cercando nelle leggi della natura, l’ordine razionale della vita, della sua forza e della sua fragilità.
Si è sempre interrogato sull’espressione e sull’arte, e vi ha trovato le tracce di un personale fallimento. Ha provato tenacemente la chiave per capire la musica, ma è ancora alla ricerca; le arti figurative, quelle sì, gli pare di comprenderle, ma ciò che davvero vorrebbe non sa farlo: dipingere en plein air paesaggi urbani. Quanto alle espressioni della lingua, le ha sempre considerate a sé più congeniali e forse per questo meno interessanti. Nonostante una sua antica passione per la scrittura, ne ha prodotta sempre senza velleità autoriali, come versetti da donare a una donna, come pochades per sublimare i dolori di una donna, come raccontini scritti per incantare una donna. Si sarebbe quasi vergognato, di avere anche un solo lettore in più.
E tra gli scritti, soprattutto della Poesia ha cercato la cifra, innervosendosi spesso per non trovare risposta. Paradosso, il presente libro, il suo secondo, è una raccolta personalissima di Poesia da lui scritte. Come disperata ricerca di conoscenza, giacché chi sa fare sa.