Daniela Quieti
Altri tempi

Edizioni Tracce, 2009
Narrativa
pp. 56
€ 9,00
ISBN 9788874335411
Dimensioni cm. 21x13

 


In copertina: Francesco Paolo Michetti, Le serpi, particolare, 1900

 

Per richiedere il libro in contrassegno invia
una E-mail cliccando sull'immagine
che segue...

 


Per andare ad altre pagine del sito:

Le attività e le iniziative culturali

I libri delle Edizioni Tracce

Homepage

 

 

Dalla Prefazione:

Si ha una strana percezione, sfogliando queste pagine, quasi che dalle immagini evocate dall’autrice nel riproporre un tempo virtuale scaturiscano suoni, colori, odori altrimenti dissolti e qui indispensabili alla compiutezza di una narrazione che non è solo descrittiva bensì un percorso attraverso il quale si opera un ricongiungimento delle vicende di un mondo, di un’epoca, con un’individualità - quella appunto di Daniela Quieti - che vi attinge le ragioni dell’anima.

Per comprendere pienamente le valenze espressive dei diversi capitoli, certo non casuali nel loro succedersi, occorre rifarsi all’interpretazione soggettiva di una storia nella quale la metamorfosi delle cose rappresentate alimenta sia un’introspezione accorata che una potenzialità emotiva. Come dire, cioè, che l’autrice si aggira sia pure in punta di piedi e con un tono pittorico estremamente delicato oltre i limiti delle parole per strappare loro il senso del vivere e per stemperare le proprie attese nell’altrui vocazione al sacrificio e ad un destino indiscusso dal piglio quasi  verista.

Giulio Panzani (Giornalista, critico letterario)

 


Dalla quarta di copertina:

Daniela Quieti ci offre racconti brevi ed emblematici dalle trame suggestive, a volte dal sapore familiare, pervase da un’aura di passato e di tradizioni che ne rende più coinvolgenti i contenuti.
In questo modo i ricordi d’infanzia vengono trasfigurati su un piano letterario realistico e coerente, che suggerisce al lettore il confronto con i nostri tempi, così diversi sia sul piano socio-culturale che su quello etico-esistenziale.
Non si tratta, però, di semplice nostalgia, perché l’Autrice fa emergere volutamente una tensione narrativa all’interno dei singoli racconti che ne riscatta il tessuto descrittivo in un contesto più ampio.
La silloge di racconti si mostra così stranamente organica, anche se legata a tematiche esistenziali e a storie diverse, ricche di sfumature espressive.
Si tratta di un’opera narrativa particolarmente godibile proprio per il sapore di vita vissuta che riesce a trasmettere, oltre che per lo stile scorrevole, ma anche spigliato e comunicativo.

Ubaldo Giacomucci