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FIGURES IN THE CARPET:
studi di letteratura e cultura vittoriana


a cura di
Giulia PISSARELLO


Saggio introduttivo di Francesco Marroni
Postfazione di Stefano Brugnolo

Edizioni Tracce, 2012
Saggistica collana Armorica
pp. 480
€ 22,00
ISBN 978-88-7433-813-9
Dimensioni cm. 21x24



In copertina: Bullerswood Carpet (1889 circa): particolare di un disegno preparatorio realizzato da William Morris e John Henry Dearle.


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Dalla prefazione a cura di Giulia Pissarello:

Il titolo scelto per questo volume collettaneo, Figures in the Carpet: studi di letteratura e cultura vittoriana, è stato desunto da quello di “The Figure in the Carpet” (1895), celebre racconto di Henry James. In esso, com’è noto, un gruppo di amici del famoso romanziere Hugh Vereker – un anonimo narratore, George Corwick critico letterario e amico del narratore, Gwendolen Erme, la scrittrice che diventa prima la moglie e poco dopo le nozze anche la vedova di Corwick – s’impegna nel tentativo di individuare e svelare il “segreto” della sua ultima opera. Con aria di sfida nei confronti sia del narratore (e recensore del romanzo), Vereker definisce questo suo segreto “the little point”, “the thing for the critic to find”, paragonandolo appunto “a complex figure in a Persian carpet”. Un racconto jamesiano, dal carattere dunque marcatamente metanarrativo, nel quale i personaggi impegnati in tale tentativo ermeneutico sono critici (e anche scrittori), come, presumibilmente lo saranno, per lo più, i lettori del presente volume collettaneo, e come, ovviamente, lo sono stati anche gli autori dei saggi in esso raccolti. Questi ultimi si sono impegnati nel tentativo di rendere riconoscibile una qualche figura di quell’intricatissimo “tessuto” – un “tappeto”, appunto – di relazioni letterario-culturali che è il Vittorianesimo, coinvolgendo in tale operazione i lettori (studiosi, studenti, critici e altri), che si dovranno sforzare a loro volta di comporre le “figure” compresenti nel volume, “fili” e “nodi” di un ordito e di un pattern vittoriano, nel quale trova posto la molteplicità di idee, correnti, autori e autrici, opere, scoperte ed eventi qui presi in esame.
[...]


Dal saggio introduttivo di Francesco Marroni:

“Rose-pink and dirty drab”:
la cultura vittoriana e il divenire della forma romanzesca

Traendo ispirazione dal Pilgrim’s Progress (1678) e dalla sua innervante presenza nella letteratura inglese, si potrebbe immaginare lo sviluppo della cultura vittoriana come il percorso di un viaggiatore che, motivato dall’esplorazione di nuovi territori, è consapevole delle difficoltà della sua impresa: sa che dovrà affrontare una molteplicità di situazioni, misurarsi con insidie e tentazioni i cui reiterati assalti ostacoleranno il suo cammino fino a renderne ambigue e opache le ragioni conoscitive. Tuttavia, diversamente dal pellegrino di John Bunyan, che nel Progress si tiene ben stretta la sua copia della Bibbia, il viaggiatore vittoriano vive una serie di angosce che incessantemente si agitano nel suo intimo. Vive cioè nel terrore di avere dimenticato qualcosa, di non essere del tutto attrezzato per affrontare il viaggio – non sa dire esattamente quale oggetto manca nel suo bagaglio, ma nondimeno è convinto dell’assenza di qualcosa di importante che non riesce a ricordare. Di qui l’ansia e il tormento che, molto spesso, scrittori e intellettuali vittoriani avvertirono dinanzi alla necessità di interpretare i radicali e rapidi cambiamenti della società, di decodificare la fenomenologia del novum secondo una linea di pensiero in grado di porre l’accento sulla continuità storica e sulla tradizione culturale.


Giulia Pissarello è Ordinario di Letteratura Inglese presso l’Università degli Studi di Sassari dove, dal 2004, è anche Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Già Presidente del Corso di Laurea in Lingue e Culture Straniere Moderne e Direttore del Dipartimento di Scienze dei Linguaggi, attualmente è Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale. È membro e, dal 2003, Coordinatore Regionale per la Sardegna, dell’Associazione Italiana di Anglistica. Fa parte del comitato scientifico ed è Presidente degli Annali della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere (SS). I suoi interessi di ricerca spaziano dal ’700 al ’900; ha dedicato particolare attenzione al Modernismo, all’onomastica e al paratesto. Ha scritto monografie, curato e co-curato Atti di Convegni tra i quali si segnalano Purgatorio e Purgatori. Viaggi nella Storia, nell’immaginario, nella coscienza e nella conoscenza, (con G. Serpillo) Edizioni ETS, 2006; La lingua/le lingue di Gramsci e delle sue opere. Scrittura, riscritture, letture in Italia e nel mondo, (con F. Lussana) Rubbettino editore, 2008. Ha pubblicato articoli su: Defoe, Sterne, Galt, Dickens, Stevenson, De Quincey, Mrs. Beeton, Wells, O’Faoláin, Joyce, T.S. Eliot, Lawrence, Woolf, Sillitoe e Durrell. Ha curato e prefato l’edizione in inglese D.H. Lawrence, Sea and Sardinia (Agave edizioni, 2009).


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