Pietro Pauletti
Un garibaldino della “Natisone”


Edizioni Tracce, 2010
Narrativa
pp. 152
€ 12,00
ISBN 978-88-7433-687-6
dimensioni cm 13x21

In copertina: foto dell'Autore



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Dalla quarta di copertina:

Potrei definire sinteticamente Pietro Pauletti un “personaggio”. Discendente tra l’altro, dalla famiglia dei Manin (sua nonna era una di loro), l’episodio che più lo rappresenta fu quando, come il più amato dei dirigenti dell’ANIC di Ravenna per il suo vivo spirito di umanità, nella cerimonia del trentennale dell’Azienda intorno agli anni ’80 fu accolto dai dipendenti ed ex dipendenti con un applauso che durò dieci minuti.
Questo suo scritto è la narrazione della difficoltà e dei disagi affrontati dai combattenti durante la seconda guerra mondiale dopo l’otto settembre ’43; è altresì la testimonianza della precarietà dell’esistenza sul confine orientale dovuta non solo alla lotta contro il nemico straniero, ma anche al fanatismo esasperato creatosi nei rappresentanti delle diverse ideologie.
La conclusione che si può trarre dal suo diario di partigiano può essere la frase di una lettera a lui scritta tanti anni dopo da una partigiana del suo gruppo: “povera gioventù illusa e delusa”.


Pietro Pauletti nacque a Trieste il 1 Gennaio 1920. Frequentò il ginnasio - liceo classico a Fiume e a Goriza, l’Università a Padova e poi a Bologna (dove si laureò in Ingegneria Chimica). Trascorse il periodo di “naia” all’Accademia navale di Livorno, da cui all’arrivo dei tedeschi riuscì a fuggire insieme coi suoi commilitoni per una fogna. Dopo il periodo di partigiano esercitò la sua professione a Cairo Montenotte, poi a Terni, poi all’Anic di Ravenna come dirigente.
Morì a Livorno il 24 Ottobre 1999.




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