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Paolo Carlucci
Il mare delle nuvole

Edizioni Tracce, 2014
Poesia collana - I nuovi ossimori -
curata da Plinio Perilli
pp. 176 - € 14,00
ISBN 978-88-99101-06-0
Dimensioni cm. 21x14,5
Prefazione di Plinio Perilli




In copertina: Nubi a Klaros, foto dell'Autore.



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Ho in testa il mare
delle nuvole,
nere madonne
forse di pioggia.

Aliti sulla città divisa.
Miti di fuoco sui mercati,
grembi in rosso d’Europa,
distratti da una bilancia.

Salgono nell’opera
d’inverno due piccioni
ferite meraviglie
al calvario d’un’antenna.


Dalla prefazione di Plinio Perilli:


“Elzeviri di nuvole”

Tweets sulle carte di ieri e altri viaggi o ritorni al Futuro…

(La poesia riformattata e neoclassica del modernista oraziano Paolo Carlucci, cronista d’ogni “taggata meraviglia”)


Era dai tempi di certi squarci lirici o poetici in prosa del Dino Campana più errante, malinconico e fiero, che non registravamo in uno scenario poetico (che è fenomenologico, ma insieme prospettiva interiore!) tanto vento e distanza da attraversare, placare, tanta storia insomma del mondo e al contempo dell’Io… Un Ego trascinante, superfetato, da redimere e in fondo rubricare, innamorare, recludere o rivoluzionare nella dolce pena e piena dei versi…


……………………
Le vele le vele le vele
Che schioccano e frustano al vento
Che gonfia di vane sequele
Le vele le vele le vele!



[...] Carlucci cerca sempre la poesia come il rabdomante l’acqua, le sacre falde invocate, profondo dono e segreto della terra…
Ma per bacchetta sensibile, rivelatrice, ha solo il linguaggio, questo fervido e continuo gesto che freme analogie e trema ad ogni metafora, inanella seduzioni visionarie e insieme s’innamora della sua stessa perdizione sillabica, risillabandola primigenia, adamitica come già faceva e teorizzava Ungaretti nell’incanto dei suoi primi testi (“Sono un poeta / un grido unanime / sono un grumo di sogni”).
Ma con Paolo, giusto un secolo dopo, le parole e le cose si complicano – rinverginarle occorre anche oltre le scorie, il reticolo, la cupola eterea o, vorremmo dire, il vero e proprio scudo spaziale di internet e di tutti gli internauti, nella Grande Rete che ci reclama, ci accoglie e insieme ci inghiotte, ci divora e ci stritola di seduzioni minime, sospiri od ansie minimali, ma talvolta ben più perfide e infide degli omerici canti di sirene … “Và ballatetta / Sms luce / che si dura / luce in una nebbia / lost and found / di colori / etichettati / nel vento grigio della stanza / fluorescente”…



Paolo Carlucci
è nato a Roma nel 1966. Ha seguito gli studi classici, conseguendo la laurea in Lettere, con una tesi dantesca, e anche quella in Filosofia, con uno studio su Giordano Bruno. È iscritto all’ordine dei giornalisti-pubblicisti di Roma e del Lazio, e ha già collaborato a quotidiani e riviste con numerosi articoli. Vive a Roma, docente di ruolo nei licei. Redattore della rivista “I Fiori del Male”, è personalità poliedrica, con spiccato interesse per la letteratura, le arti visive e la musica, in fervore sinestetico. Fin dall’adolescenza presentò i suoi verdi esercizi di studiosa giovinezza a numi tutelari come Attilio Bertolucci o Albino Pierro, ricevendone affettuosi incoraggiamenti. Il suo primo volume di poesia,
Dicono i tuoi pettini di luce (“Canti di Tuscia”, Edilet, Roma, 2010), è stato prefato da Emerico Giachery, e ha meritato varie recensioni e apprezzamenti, tra cui quelli di Massimo Onofri, Merys Rizzo, Giuseppe Conte, Dante Maffia, Giorgio Linguaglossa e Plinio Perilli. Nel 2011 esce la sua seconda prova lirica, Strade di versi (L’aura di Roma editrice), introdotta da un saggio di Eugenio Ragni, ed elogiata anche da Sabino Caronia, Giuseppe Panella, Cristina Sparagana, Francesco De Girolamo etc. A seguire, nel 2012, una raffinata plaquette di Haiku e versi brevi (Ed. Torii, Assisi). Poesie e suoi interventi critici sono apparsi su riviste cartacee e on-line, e gli sono stati dedicati video-interviste e book-trailer. Di recente è stato inserito nell’antologia L’evoluzione delle forme poetiche, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo (Kairòs, Napoli, 2013) e nel florilegio Haiku tra meridiani e paralleli, a cura di Dona Amati (Fusibilia Libri, Viterbo, 2013). Il suo profilo è consultabile sul sito di literary.