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Paola Di Biase D'Ilio
Come un marinaio

ANALISI UNDERGROUND DELLA GUERRA GALLICA

Edizioni Tracce, 2015
Saggistica collana Synthesis
pp. 72
€ 10,00
ISBN 978-88-99101-43-5
Dimensioni cm. 14,5X21




In copertina: particolare di un'opera della pittrice Franca Di Bello




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Dal prologo:

Per la verità, in questo breve saggio di reminiscenza scolastica, di flutti e naviganti non si vede l’ombra.
E “il marinaio” in questione?
Mirabile condottiero, politico di talento, abile oratore e fine scrittore.
Della sua stessa intelligenza e del suo charme, sulla faccia della Terra da duemila anni in qua, nessun altro all’orizzonte…
Non può che trattarsi di Caio Giulio Cesare, imponente figura civico-letteraria del mondo occidentale e non solo, per le conseguenze della sua opera che si proiettano al di là del limiti geografici e storici dello Stato romano.
Ma oltre al Rubicone, ai Galli, al triumvirato, a Cleopatra, a Bruto, c’era di più…
Personaggio di eccezionale cultura, sensibilissimo all’arte, filantropo ed autore di trattati teorici, tra i quali De analogia, in cui, seguendo le concezioni degli alessandrini, in un frammento superstite affermava la necessità di servirsi di una lingua pura e consolidata dalla tradizione con le seguenti parole:
Bisogna evitare un vocabolo strano o in disuso come un marinaio evita lo scoglio
Il suo è un lessico di genere “scientifico”, lontano da ogni orpello retorico in un idioma, come quella latino, dalla struttura complessa e grave: perfetto esempio di concisione ed equilibrio, doti che sicuramente rispecchiavano la sua lucidità di pensiero, insieme al gusto del raccontare e di stupire il lettore.
Capace insomma, come pochi uomini d’azione, di cogliere nella loro immediatezza i punti nodali degli eventi trattati.
Studioso attento e appassionato della latinità come della grecità, guerriero acuto e illuminato, spregiudicato all’occorrenza, generoso e avido insieme, era quel che si dice, uno spirito libero come pochi.
Insomma, una personalità unica, il rappresentante perfetto dell’humanitas romana nel suo significato più profondo.
Questo almeno ci tramandano le fonti ufficiali.
E poi c’erano: l’altra campana, che propagava i giudizi dissacranti del popolo sussurrati agli angoli delle strade, e la tavolozza di qualche biografo, che colorava il suo ritratto a tinte tutt’altro che smaglianti.
“Chi, Cesare? Quel patrizio dagli occhietti furbi figlio della saggia Aurelia?”,
“Basta! Ancora uno della gens Iulia, la quale va sbandierando al popolo ignorante e credulone di avere origini divine, quelle del leggendario Enea principe di Troia?”
“Ah, sempre lui, il democratico che si proclama consanguineo di Venere…”
“Ma chi? L’amante di Servilia e di Postumia e di Lollia e di Tertulla e di Muzia? Un vero libertino che fa strage di donne, un rubacuori da strapazzo…”
“Non è forse, come va cianciando Cicerone avvocato, il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti?”
In sintesi, tipo stravagante, esageratamente anticonformista, oltremodo vanitoso. Eccentrico e pieno di contraddizioni. Un bisex dichiarato dalla calvizie pronunciata. Se ne va in giro per il Foro tutto depilato e pettinato con la frangetta e cammina da fighetto lasciando calata la cintura sui fianchi; colleziona perle, mosaici e schiavi seducenti come fossero la stessa merce. Sempre oberato di debiti e perseguitato dai creditori, si affanna a rubare oro a destra e a manca alle città alleate e perfino al Campidoglio, dove di notte lo sostituisce con il bronzo. [...]


Paola Di Biase D’Ilio insegnante di Materie Letterarie Latino e Greco nei Licei Statali abruzzesi, è autrice di vari e originali saggi di storia, glottologia e archeologia sui siti mediterranei e mediorientali.
Negli anni ‘70 ha collaborato con i docenti dell’Università Cattolica di Milano alla decifrazione della scrittura micenea lineare B.
Negli anni ‘80 ha organizzato, con le Scuole europee associate UNESCO, viaggi di istruzione con gemellaggi culturali all’estero, tenendo anche conferenze di didattica sperimentale in Austria, Belgio, Grecia, Spagna.
Ha seguito numerosi corsi di aggiornamento professionale ed ha frequentato la Scuola Superiore di Giornalismo presso l’Università di Urbino.
Alcune sue opere, presentate a Capri, sono inserite nel prestigioso calendario internazionale degli eventi culturali dell’isola partenopea.
Dal 2008 è ideatrice e coordinatrice del Premio Nazionale di Letteratura e Comunicazione Lamerica.
Vive e lavora in provincia di Pescara.



Qualche recensione:

“…È il libro più completo e poetico che abbia mai letto su Capri - a parte Axel Munthe, che ha altra motivazione di scrittura -. Le sue ricerche e cognizioni sull’isola e la sua storia lasciano piacevolmente meravigliato il lettore, mentre la sua prosa, sempre chiara e piena di colori, lo conduce per mano tra ville, rovine, promontori, leggende… Bella e colta la dissertazione sul mito, assolutamente propria e necessaria per rendere l’anima dell’isola, ma anche per rilanciare la misteriosa profondità del “discorso irrazionale” di cui nell’età contemporanea si sono persi il senso e la ricchezza. È poco quanto dico di fronte alla ricchezza del libro”.
(Ferruccio Parazzoli, scrittore e critico letterario, a proposito di “A come Augusto”, dizionario non solo storico dell’isola di Capri, Ed. Tracce, Pescara 2008).

“Riscopre un genere letterario che in passato ebbe grande forza e notorietà, il memoir
Trasferisce al lettore il ricordo dei viaggi che ha fatto, ne racconta la bellezza, ma la intride soprattutto di ciò che le appartiene, souvenir di un viaggio più vasto che tra le sponde del Mediterraneo, prodotto dai ricordi che ha collegato, nella sua mente, ai luoghi. Questo libro è una declinazione della parola amore per la vita, nei suoi casi più vari… è un’opera generata dalla passione e allevata dalla tenerezza. La percorre, infatti, una nota trepida, mai esplicitata perpudore pur nella cifra comunicativa delle 147 facciate: la preoccupazione che tutto un patrimonio di bellezza non vada disperso. Perciò la dea è lì, invisibile, a presidiare pagina per pagina il suo santuario di parole”.
(Giovanni D’Alessandro, scrittore e critico letterario, in riferimento a “La dea dei serpenti” incursione libera nella civiltà minoica, Ed. Tracce, Pescara 2009).