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a cura di Cam Lecce e Jörg Christoph Grünert

Teatro come Corpo Sociale
e Orizzonte di Diritti Umani

atti di una mattinata di studio

Edizioni Tracce, 2011
Saggistica
pp. 48
€ 11,00
ISBN 978-88-7433-816-0
Dimensioni cm. 21x15





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Il libro si presenta come proposta di riflessione ed indagine sulla natura circolare del rapporto che lega il Teatro con la realtà sociale, l'attore sociale con il suo bios, l'anthropos con il corpo, il corpo con l'arte, l'arte con l'alienazione nella quotidiana normalità, l'alienazione con l'emancipazione e l'affermazione del sè attraverso il teatro.
Il testo documenta le attività del progetto “Il Teatro Sociale e l’Educazione alla Pace e ai Diritti Umani”, svoltosi nel dicembre 2011, presso il Museo delle Genti D’Abruzzo, Pescara.
Le voci degli Autori, Docenti intervenuti durante il convegno, si susseguono in un continuum delineando complessivamente un quadro discorsivo ricco di sfumature, secondo un 'ottica che orienta alla multidimensionalità e verso la fluida complementarità tra lo spazio delle osservazioni empiriche e quello delle riflessioni teoriche.

Cam Lecce e Jörg Grünert, artisti ed esperti di pedagogia teatrale ed artistica dell’associazione Deposito Dei Segni Onlus, documentano le loro attività di trainer/formatori/facilitatori attraverso la dimensione del laboratorio.
Il laboratorio visto come luogo della formazione dell'essere umano, strumento per dispiegare il valore della creatività intrinseca in esso e nel tempo stesso sostenerla, luogo di produzione di esperienza di chi vi prende parte, approccio alternativo alla formazione tout court della persona e della comunità.
Ne puntualizzano ulteriormente il senso Raimondo Guarino, professore ordinario di Storia del Teatro nella Facoltà di Lettere e Filosofia del Dipartimento Comunicazione e Spettacolo Università Roma Tre, ed Ezio Sciarra professore ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali nella Facoltà di Scienze Sociali dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara.
Raimondo Guarino attraverso l'analisi di pratiche e teorizzazioni da Artaud a Grotowski, Daumal, Stanislavskij, Meldolesi, rinviene la funzione del Teatro interpretandolo come lavoro su di sè, come ricerca dell'azione consapevole quale nervo che anima la sua condizione, cammino di ricercazione della “verità limitata”. Sugggerendo il possibile antidoto all'epoca dell' “uomo medusa”, nel Teatro che circoscrive e che attiva la sfera delle contraddizione e dei conflitti, rendendola evidente e rappresentabile nella modificazione del sè, nel lavoro sul corpo-mente.
Mentre Ezio Sciarra evidenzia la possibilità di considerare il Teatro come metafora della vita nel senso della sua ricerca incessante di identità autentica, che ogni persona progetta per emanciparsi dalle frustrazioni imposte dalle maschere biologiche, psicologiche e sociali e che è sempre più spesso messa a rischio nella nostra società. Individuando “beni relazionali” che si affermano come regole da soddisfare in quel gioco delle maschere sociali alla ricerca di una realizzazione più gratificante e veritiera dei bisogni della persona.

Infine pagine di colore vivo nell'opera “Night Diares. Gli acquerelli Libanesi 2004- 20011” prodotta da Jörg Grünert in Libano, durante il suo impegno di formatore/pedagogo a cui Rolando Alfonso, Esperto di Storia Dell'Arte, dà una chiave di lettura invitandoci ad immergerci nell'essenza creativa dell'artista e stimolandoci alla percezione del suo fare artistico, quando scevro dal suo impegno sociale durante la notte, per mezzo dell’atto artistico ...“l’interruzione del meritato riposo di una coscienza quietata, riporta a luminescenza viva l'intelletto... in un riproposizione gestaltica...”.