| Raffaele Mozzillo, Riflessi | Edizioni Tracce, Pescara 2000 | |
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racconti |
pp. 128, lire 18.000 | |
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Raffaele Mozzillo ci propone una silloge di racconti unitaria, grazie alla coerenza dello stile e del linguaggio, allo stesso tempo lirico ma efficace narrativamente. Nel leggere questi racconti particolarmente suggestivi e coinvolgenti si ricorda subito la definizione che fu data dalla critica letteraria ai testi di Bontempelli, quella di "realismo magico", cioè, che permette al lettore di ritrovarsi proiettato in una dimensione intermedia tra la vita quotidiana e il mondo fantastico. Si crea nella realtà narrativa del racconto, dunque, non una "surrealtà", ma qualcosa di diverso, una sorta di transrealtà, in cui domina la possibilità di riflettere sul senso delle cose. Emblematico in tal modo diventa l'exergum del racconto "Valle dei re": "Corriamo verso sogni impossibili per crearci una ragione di vita: che senso ha, allora, rincorrere l'irreale per avere un motivo per credere al reale?". Questa è la domanda cruciale non solo del testo, ma anche di tutte le nostre (umane) esistenze, sempre dominate dalla precarietà e dal caso: dare un senso alle cose è possibile solo attraverso un percorso conoscitivo (ma anche legato all'immaginario), che parte dalla propria anima e attraversa poi i territori impervi dello spirito... Questi
racconti, probabilmente, seguono lo stesso itinerario, e così stimolano nel
lettore la ricerca di nuovi percorsi di produzione del senso, in un territorio
simbolico densamente popolato di contenuti. Pertanto, proprio nella ricchezza
delle valenze allegoriche, della "simbolica dello spirito", si
manifesta l'originalità assoluta di questo testo, che dimostra un talento
letterario significativo, una maturità espressiva che permette all'Autore di
suggestionare e affascinare il lettore.
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