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Dalla premessa dell'Autrice:
Sono nata a Gissi. Nascere a Gissi significa essere identificati senza scampo con la figura di Remo
Gaspari. Per tutti Gaspari era un’autorità. Per me era un personaggio familiare. Lo vedevo spesso in paese.
Nello stesso tempo rappresentava una figura su cui ragionare. Mi affascinava constatare che un politico
così importante fosse in realtà un uomo in carne e ossa. Lo vedevo in televisione, sui giornali, e poi me
lo ritrovavo in piazza. Ogni suo arrivo era un evento che richiamava l’attenzione di tutti, in modo
speciale dei più piccoli. Non capivo nulla di politica allora. Ero una bambina, poi sono diventata ragazza, poi una donna. A quel punto capire il personaggio Remo Gaspari è diventata una necessità. Una questione di radici, forse. Mi stupiva il fatto che l’onorevole tornasse al suo paese così spesso. Ho intuito in questo un amore che mi ha sorpreso, che non credevo, che non speravo. Allora, a un certo punto, ho deciso di andare ad ascoltarlo. Non gli ho chiesto di rilasciarmi un’intervista, ma un racconto. Come quello che i nonni fanno alle nipoti. Ho scoperto un uomo. Un uomo che ricorda tutto di una vita decisamente fuori dal comune e che ama raccontarla. Di più. Che ha necessità di raccontare. Perché dietro alla Storia, alle date, agli incarichi, c’è sempre lo sforzo di essere ricordati. Ne è nato quasi un romanzo. A due voci: la mia e la sua. Un romanzo abbastanza tradizionale. Si parte dall’infanzia, si raccontano l’università e la guerra. La politica sta sullo sfondo, affiora, traccia le linee della storia senza prevaricarla. La sostanza è l’uomo Gaspari. Non ho voluto soffermarmi sugli aspetti più tecnici e istituzionali. Quelli stanno negli annali e sui libri di Storia. A me interessava quello che può restare nella memoria degli uomini. Nell’immaginario. Nell’anima. Mi interessava la ragione per cui qualcuno nei libri di Storia ci entra e qualcun altro no. Volevo sapere chi era l’uomo che aveva cambiato faccia al mio Abruzzo, che aveva contribuito a governare l’Italia quando l’Italia era ancora tutta da disegnare. È anche per questo che l’abruzzesità non è la cifra preponderante di questo libro. Mi interessava l’Italiano. E il Gissano. E che Gissi sia in Abruzzo è allo stesso tempo un dettaglio e
un fattore di causa. Niente e tutto. L’importante, per me, era scovare le radici di una vita tanto straordinaria. E
allora mi è sembrato giusto cominciare proprio da Gissi. Per dimostrare che chi parte veramente, chi produce memoria
e con la memoria la Storia, parte sempre per tornare.
Valeria Masciantonio è nata il 27 maggio del 1979. Nel 2004 si è laureata in Lettere all’Università La
Sapienza. Giornalista pubblicista dal 2005, ha collaborato con diverse testate, fra cui il “Corriere dello
Sport-Stadio”. Nel 2000 ha pubblicato la raccolta di racconti e poesie Primi Segni. Nel 2006 ha partecipato
alla realizzazione dei cinque volumi de La Grande Storia dei Mondiali di calcio, editi dalla Conti Editore
in collaborazione con Corriere dello Sport-Stadio, Tuttosport e Guerin Sportivo. Nel 2004 la Presidenza
del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria – le ha conferito un Premio
della cultura per l’attività svolta nell’area della Poesia. Attualmente vive a Pescara dove lavora come
giornalista.
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