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Eliseo Marrone
Il Granaio d'Abruzzo
dal Comune all'Età Farnesiana


PIANELLA
Lo Statuto del 1549 (II ed.)
Il Catasto del 1746

Documenti editi ed inediti

Edizioni Tracce, 2012
Saggistica
pp. 560
€ 30,00
ISBN 978-88-7433-722-4
Dimensioni cm. 24x17





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Dalla premessa al libro a cura dell'Autore:

Quando nel 1979 diedi alle stampe Lo Statuto di Pianella del 1549, su sollecitazione dell’allora sindaco, avv. Cesidio D’Aloisio, mi ripromettevo di tornare sull’argomento per poter dare una visione generale della storia di Pianella sino ai giorni nostri. Successivamente, nel 2007, il sindaco Giorgio D’Ambrosio mi invitò a ristampare Lo Statuto del 1549, le cui copie erano esaurite. Colsi l’occasione per rivedere buona parte dell’opera, anche alla luce della produzione che era venuta fuori negli ultimi trenta anni, scegliendo di conservare alcuni capitoli i cui contenuti erano ancora attuali, mentre per altri scelsi di riscriverli alla luce dei documenti giacenti negli Archivi di Stato di Chieti, Napoli, Parma e Pescara, nella Biblioteca Nazionale di Napoli, Biblioteca Berio di Genova, e in quella di Foggia. I due corpi principali dell’opera che presento sono costituiti dalla ristampa dello Statuto, con variazioni ed aggiunte minime risultanti dal confronto del testo originale, depositato nella Biblioteca del Senato, con una copia riportata nella busta 1267, dell’Archivio Farnesiano, integrata dalla copia, riportata nella busta 1272, presentata dalla comunità albanese che aveva adottato, tra il 1745 e il 1750, buona parte degli statuti di Pianella. Il secondo nucleo è costituito dal Catasto del 1746/47, che pur essendo stato annullato per revisione successiva, rimane un documento catastale attendibile nelle sue grandi linee, considerato che non abbiamo avuto disponibile il Catasto del 1748, perché sottoposto a processo di digitalizzazione, e che a quanto sembra ha variazioni relative alla tassazione, ma che nel suo impianto generale rispetta quello del 1746 annullato. Riporto anche il manoscritto della Berio di Genova, almeno per la parte riguardante i fuochi dell’Abruzzo citra ed ultra, perché, in qualche precedente pubblicazione i nomi delle località e i numeri dei fuochi non erano corrispondenti a quanto riportato nel manoscritto, che, per altro, ci fornisce un quadro essenziale del possesso feudale in Abruzzo intorno al 1443. Successivamente allo Statuto del 1549, ho riportato alcuni documenti significativi per la storia di Pianella e della sua vita nell’età farnesiana. A seguire le pagine superstiti del Catasto del 1639 e quelle del 1685, relative ai beni della Serenissima Casa. Tra gli scritti, riporto un saggio di Vittorio Morelli, che ringrazio per la disponibilità offertami.
Ogni saggio o contributo non è mai esaustivo; chiudo con le parole di Seneca:

Multum adhuc restat operis, multumque restabit; nec ulli nato post mille saecula precluditur occasio aliquid adhuc adiiciendi (Epistula 64)