Homepage || I libri delle Edizioni Tracce || Le attività e le iniziative culturali


Mario Fratti
Volti

Edizioni Tracce, 2014
Poesia
Introduzione di Paolo Di Paolo
Presentazione di Gino Spinelli de' Santelena
pp. 144 - € 12,00
ISBN 978-88-99101-04-6
Dimensioni cm. 21x13




In copertina: Mario Fratti, Ritratto, collezione privata

Per richiedere il libro in contrassegno invia una E-mail
cliccando sull'immagine che segue...

Dall'introduzione di Paolo Di Paolo:

C’è chi riesce a guardare il mondo da molto lontano, da un posto che con il mondo sembra non avere più contatto. È uno sguardo dall’alto, o da un «sempre». La vita, da lì, è la stessa da miliardi di anni, si ripete nelle sue eterne verità: gli stessi respiri, gli stessi gesti, la stessa affollata solitudine di tutti. A volte, le poesie di Mario Fratti sembrano scritte da quella zona remota, in cui si sa già tutto: ed è sorprendente, considerando che molti di questi versi appartengono a un’età giovanile. Ma ciò dimostra che una saggezza, una autentica sapienza sull’umano non è questione soltanto di anni alle spalle (pensate a Leopardi!). I «volti» che Fratti racconta non stonerebbero fra gli epigrammi di Marziale; e tuttavia potrebbero essere databili anche agli anni di Baudelaire: con quelle storie di puttane tristi cariche di impudicizia e tenerezza insieme. Questo per dire che non sono poesie ostaggio di un presente determinato, di un preciso calendario: afferrano qualcosa di assolutamente, eternamente umano. Un tic, un dettaglio, una debolezza, un mistero. Fratti compone versi come un pittore lavora ai disegni preparatori per un quadro, agli schizzi veloci che annunciano l’opera futura.


Dalla presentazione di Gino Spinelli de' Santelena:

L’estrosità di queste liriche del Fratti si riscontra in una verve che ne alimenta la sostanza. Infatti è facile notare il tono canzonatorio, squillante, quasi picaresco e sostanzioso delle sue «annotazioni».
Bastano pochi versi e il quadro è completo. Nessun artificio, nessun fronzolo, niente orpelli: realtà nuda e cruda. Versi scaltriti, quasi lapidari.
«Due / a pochi metri / si guatano / una sola moneta / non so porgerla / per non approfondire un solco / per non nutrire un odio». (I Mendicanti)
Fratti osserva, pensa e poi riduce all’essenziale, allo schematismo, il suo pensiero. Però, al contrario degli «ermetici», le sue liriche pur sintetizzate al massimo, presentano figure ed esprimono sentimenti con una realtà così profonda da lasciare veramente ammirati. Le figure si stagliano nelle sue pagine, palpitano e dolorano, sorridono e piangono, si scherniscono e canzonano l’universo. Le trovate del poeta sono sempre geniali, canzonatorie spesso, ma sempre piene di sentita umanità.
Fratti non deve faticar molto a trovare i suoi soggetti: l’umanità è in lui, egli vive in mezzo ad essa, la studia, assimila le sue mosse, approfondisce il suo indagare fino nell’intimo delle passioni e dei vizi e ne trae le sue «descrizioni», i suoi «quadri», le sue «sculture». Perché di «arte» occorre parlare, accennando alla sua poesia.


Mario Fratti è nato a L’Aquila il 5 luglio 1927. A vent’anni scrive il suo unico romanzo Diario Proibito.
Scrive poi poesie che lui definisce “Volti”, “Ritratti”.
Dal 1957 si è dedicato all’attività teatrale. Si è trasferito nel 1963 a New York dove è attivo come docente universitario, commediografo e critico drammatico.
Le sue prime commedie rappresentate in Italia furono “La Gabbia” (Milano) e “La Partita”, “Il Ponte”, “L’Amico Cinese” con i quali vinse tre edizioni del premio Ruggeri. “I Frigoriferi” (con Bianca Toccafondi). Sono state poi pubblicate in inglese e rappresentate in diciannove lingue (più di seicento produzioni) le sue commedie “Gabbia”, “Suicidio”, “Ritorno”, “Rifiuto”, “I Frigoriferi” (premio Vallecorsi), “L’Accademia”, “I Seduttori”, “La Vittima”, “Che Guevara”, “Moglie Giovane”, “Compleanno”, “Madri e Figlie”, “Eleonora Duse”, “Mafia”, “Il Telefono”, “Razze”, “Amanti”, “Amici”, “Cristoforo Colombo”, “A.I.D.S.”, “Porno”, “Due Secoli”, “Non Più Bambole”, “Famiglia”, “Sorella”, “Leningrado”.
La sua commedia “Sei Donne Appassionate” (basata sulla vita di Federico Fellini) è diventata il musical “Nine” che ha avuto più di duemila rappresentazioni a Broadway e nelle tournée in decine di città americane, giapponesi, australiane, svedesi, sud coreane, finlandesi e polacche. Gli ha fatto vincere il premio Selezione O’Neill, il Richard Rodgers, L’Outer Critics, il Leone di San Marco, l’Heritage and Culture, otto Drama Desk Awards e sette Tony Awards per le produzioni del musical.