
In copertina: immagine elaborata da Arturo D'Ascanio
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Dalla prefazione di Giulio A. Lucchetta:
L’idea di un percorso che connetta l’azione politica svolta da d’Annunzio a Fiume a una probabile rilettura della polis da parte di Aristotele è sorta nella mente appassionata dell’avvocato Renato Lombardo, non nuovo a questi itinerari dannunziani. Questa linea di lettura è stata messa a punto durante lo svolgere dei miei corsi di lezioni universitarie sulla Politica di Aristotele, tenute a Chieti, che hanno portato allo
sviluppo di alcuni seminari sul pensiero politico aristotelico in altre età, come nel caso di Machiavelli e di Shakespeare a
cui hanno contribuito specialisti ospiti.
La convinzione che muove l’autore è stata che da ambedue, Aristotele e d’Annunzio, nel parlare e nel progettare
uno stato cittadino, venga condivisa la stessa intuizione democratica: il primo, d’altronde, ha la possibilità di studiarla
nei costumi civili di Atene, analizzandone la genesi della costituzione e confrontandola con quelle vigenti in altre città
elleniche e non; il secondo fa sua l’urgenza democratica della ribelle città di Fiume, sino a darne forma bella, manipolando
la carta costituzionale, repubblicana e democratica, in cui il sindacalista Alceste De Ambris aveva riversato tutte quelle
direttive giuridico-amministrative che la popolazione autoctona a tutti i costi rivendicava per sé. [...]
Renato Lombardo è un avvocato cassazionista. Vive ed opera a Pescara e Roma.
Ha quattro lauree. Oltre a quella in Giurisprudenza, ha conseguito le specialistiche in Economia e Management, Storie del Mediterraneo, Filosofia.
Il libro deriva dall'ultima, recente esperienza accademica e contempla un d'Annunzio inedito, calato nel pensiero filosofico antico e moderno, i cui riflessi sono evidenti nell'impresa di Fiume e nella Carta del Carnaro.
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