| Henry James Un giro di visite |
Edizioni Tracce, Pescara 1995 |
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collana "Il Ponte di Heidelberg" |
pp. 72 € 7,75 | |
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"A round of Visits" è l'ultimo racconto pubblicato da Herny James: apparso dapprima sulla English Review nell'aprile-maggio 1910, fu poi raccolto nello stesso anno nel volume The finer Grain insieme agli altri racconti usciti successivamente alla pubblicazione della New York Edition. <<Ermetica, astratta, esasperante, la prosa di James non è di quelle che possano infallibilmente allettare chi la scorra a una prima lettura. Leggere James richiede un apprendistato, che può compiersi nell’arco d’un racconto, può durare diversi anni, o anche non concludersi mai. Ma per chi decida d’affrontarla, ciò che si scopre sotto la scrittura estenuante non è il vuoto, come si usava teorizzare criticamente anni fa. È, semmai, un troppo pieno: un affollarsi – come in questo “Giro di visite”, l’ultimo racconto pubblicato da James – di presenze tutt’altro che evanescenti, ma tuttavia difficile, da salutare, da porre in relazione l’una con l’altra. Una trama fittissima di dinamiche economiche e sociali, di conflitti ideologici, di mistificazioni e autogiustificazioni personali e collettive: tutt’un mondo storicamente dato e perfino sociologicamente riconoscibile, ma come disincarnato e inscritto entro il tessuto della coscienza individuale – reso, da condizione materiale, rapporto vissuto. È lo spazio che si estende tra l’uno e l’altro di questi poli il terreno che la scrittura esplora, percorrendolo incessantemente con le sue tortuosità e con i suoi andirivieni. Lo stesso spazio nel quale la coscienza dei personaggi talvolta si perde e talaltra si trova, senza che sia sempre agevole determinare quale sia l’uno e quale l’altro caso – tanto labile è il confine tra mistificazione e lucidità. Come stupirsi, allora, se la lettura procede altrettanto incerta e avventurosa tra esperienza estetica e intellettuale e scandaglio del profondo, tra analisi della realtà materiale e autocoscienza, tra lucidità e smarrimento? Non si finisce mai di leggere James: si può soltanto cominciare.>> Donatella Izzo
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