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Dalla postfazione di Ubaldo Giacomucci:
Questo testo poetico di Giancarlo Giuliani è il libro perduto che prosegue la ricerca del senso e del disvelamento della verità, che l’Autore giustamente ritiene opportuno
inseguire all’interno di una scrittura in versi, o meglio di una poesia intensa e vitale, sottilmente filosofica.
La direzione, dunque, è quella del Liber Alchemicus, ma siamo già oltre il plurilinguismo e le citazioni, siamo ancor più all’interno di un luogo dell’anima,
in un territorio subliminale e ricco di immagini.
[...] l’Autore deve confrontarsi con il poema sinfonico di Richard Strauss, più che direttamente con Friedrich Nietzsche, poiché l’anima
si svela maggiormente tra immaginazione e sogno, tra musica e passioni, ancora più che nel logos.
L’Autore può anche chiedersi se la verità sia una meta o un orizzonte inavvicinabile, se il discepolo possa finalmente fare a meno del maestro.
L’iniziato che scopre un mondo pieno di dei e di miti, scopre che l’anima è il segreto del mondo, l’unico percorso
del senso e, quindi, della testimonianza della ricerca della verità, non necessariamente del suo completo svelarsi.
I miti sono le figure nelle quali si incanala e si esprime l’energia dell’anima: soltanto in alcuni casi queste figure
si impadroniscono del loro ospite, e lì nasce l’alienazione, cioè la perdita di sé.
La musicalità si accosta infatti alla forza icastica delle immagini, raggiungendo momenti di grande intensità espressiva e di rara efficacia formale, affrontando e reinterpretando persino ritmi e metri della tradizione letteraria.
La nozione di anima, che James Hillman, proseguendo l’opera scientifica e letteraria di Carl Gustav Jung, reintroduce
nella cultura occidentale, ma anche nella storia, portandola fuori dal linguaggio poetico e religioso nel quale
era stata confinata dopo il neoplatonismo rinascimentale, è fortemente connessa al mito, trovandovi il proprio luogo di manifestazione.
Ma diventa così necessario il costante interrogarsi sulle radici dell’essere, o meglio ancora la spiegazione dei miti
fondanti della singola personalità, e la loro integrazione nell’inesauribile lavoro dell’anima individuale (nel suo
Sé, avrebbe scritto Jung).
Questa attenzione alla pluralità delle figure interne, la connessa convinzione che ogni idea monolitica o definitiva dello spirito sia
per se stessa errata, iscrivono la poesia e la filosofia di Giancarlo Giuliani nell’area di un relativismo culturale dinamico e vitale, in conflitto radicale
con ogni forma di pensiero unico o totalizzante. Ma non dimentica certo la necessità di proseguire la ricerca incessante
del senso, nonostante la scoperta che “vero e falso/ sono categorie inattendibili”.
Pertanto, per concludere con le parole di Yeats: “l’uomo è ben misera cosa,/ giacca stracciata su uno stecco, a meno/ che l’anima non batta le mani e/
canti, canti sempre più forte/ ad ogni strappo nella sua veste mortale,/ né vi è altra scuola di canto che studiare/ i monumenti della
sua magnificenza…” (William Butler Yeats, Viaggiando verso Bisanzio).
Un canto che si rinnova grazie anche a questo libro…
Giancarlo Giuliani, dal caos incomposto trascinato sulla terra alla fine di un cupo 1947, ha trovato le ali tra le antiche pietre di
L’Aquila, nella solitudine delle montagne, dopo aver rifiutato il fascino indistinto del mare.
Parole hanno trovato forma compiuta e sono state consegnate alla lettura: maschera e viandante incappucciato nei mondi della fotografia
e della saggistica, tra squarci di poesia, riconosciuto da molti, ignoto a se stesso.
Ora l’alchimia è compiuta, in attesa del prossimo caos, e il Liber Alchemicus dona una pausa al viandante perenne.
Ma passano i giorni e l’immagine di un libro misterioso, smarrito da tempi lontani, si fa sempre più viva, finché anche il Libro perduto
trova la sua forma.
Dentro e oltre le parole (antologia), Palermo, 1980
Quotidiano indicibile (antologia), Palermo, 1980
Quale immagine? (Note sul ruolo della fotografia nella società attuale), Pescara 1980
Guida all’uso di Word (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Excel (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Access (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Dreamweaver (licenza Creative Commons)
Ulisse non è mai partito (poesie), Roma, 2008
La parola che ricostruisce (antologia), Pescara, 2010
Liber Alchemicus (poesie), Pescara, 2010.
Recensione al libro uscita su "Quotidiano d'Abruzzo"
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