Homepage || I libri delle Edizioni Tracce || Le attività e le iniziative culturali


Gian Manlio Gianturco
bussano i tempi


Edizioni Tracce, 2014
Poesia collana Synthesis
pp. 88 - € 11,00
ISBN 978-88-7433-977-8
Dimensioni cm. 21x14.5




In copertina: Salvador Dalì, Il bambino geopolitico,




Per richiedere il libro in contrassegno invia una E-mail
cliccando sull'immagine che segue...

Dalla presentazione al libro a cura di Don Mauro Mantovani
(Preside Facoltà Scienze della Comunicazione dell’Università Pontificia Salesiana ):


Conosco da diversi anni l’autore di questa nuova raccolta di Poesie, avendo avuto la gioia di accoglierlo presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana per intraprendere un programma di studi filosofici attraverso il Corso universitario di formazione filosofica.
[...] Ho scoperto la sua passione per la poesia ed ho goduto del dono di poter accostare i versi delle sue precedenti pubblicazioni, tra le quali il volume del 2001 Ieri, oggi, domani… chissà. Compendio poetico di filosofia, politica, costume e varia umanità. Quell’opera, che si apre con un’immaginaria e suggestiva Lettera a Seneca, conteneva già nella sua prima parte un “ingresso” specifico nella storia della filosofia antica, con i suoi principali autori.
“Bussano i tempi” giunge dodici anni dopo e sviluppa il legame con il pensiero filosofico, esteso fino alla modernità e alle attuali sfide culturali.[...]
L’interrogativo sul senso dell’esistenza assume in queste pagine una curvatura particolare nell’affrontare trasversalmente, insieme con le tematiche fondamentali della metafisica e dell’antropologia, la questione del valore e del significato del tempo e della storia, personale e collettiva. [...]
Gianturco oltre a chiamare in causa direttamente vari filosofi e correnti (tra essi gli atomisti, il platonismo e il neoplatonismo, lo scetticismo empiristico e Kant…) si confronta, con la scioltezza di una metrica precisa e qualificata, su grandi tematiche e relative interpretazioni: il rapporto tra pensiero filosofico e mito; lo statuto epistemologico della filosofia e la sua relazione con le altre forme di razionalità e di sapere; l’incontro tra la filosofia e il cristianesimo. Le poesie spaziano sui nuclei centrali della filosofia, da quelli gnoseologici ed ontologici (l’essere, il non essere, il bene, il logos, il nulla, la contingenza e finitezza, la verità, la bellezza, il mistero, Dio) a quelli riguardanti l’esistenza umana nelle sue strutture d’essere e nella sua costituzione etica e relazionale (la libertà, la ricerca di senso, la morte, il linguaggio, la poesia, l’ermeneutica, le precomprensioni, la politica, la fede, il peccato, il rapporto tra “umano” e “non umano”). Nonostante le “destrutturazioni”, resta impellente la domanda del “cosa in terra si stia a fare”, che saggiamente l’autore identifica come “l’arduo nodo” della ricerca del significato ultimo e dell’incontro con un Tu che redime e porta a compimento nel tempo e nell’eternità, dando pienezza di significato ai frangenti, a volte pur vorticosi, della storia. La fede cristiana dell’autore non è mai nascosta, ma emerge in modo delicato e dialogale, fermo tuttavia mai ostentato.
Il volume diventa così un contributo “poeticamente argomentato” ad assumere fino in fondo il compito di essere, con Dio, “protagonisti del futuro”: l’ultima poesia, “Fulge l’ora” si congiunge plasticamente, in una sorta di conclusione saggiamente aperta, a quanto l’autore scrive nella poesia di avvio che dà il titolo all’intero saggio: “Ora il mondo vive l’attesa / di dar luce a nuovi eventi / al riaccendersi di sogni / di speranze e lampi eterni / che il globale rechi in dono / allo spirito dei tempi / per far certo ancora l’uomo / che non è essere vano / guscio d’un passato vuoto”.
Concludo queste brevi righe esattamente il giorno in cui è stato reso pubblico il testo dell’Esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii gaudium: scorro il paragrafo III (Il bene comune e la pace sociale, nn. 217-237) del capitolo (IV) sulla dimensione sociale dell’evangelizzazione, e vi trovo, pur nell’irriducibile differenza dei contesti, finalità e forme espressive, delle interessanti analogie. I tempi veramente bussano: per essere capaci di aprire loro, dobbiamo educarci ed educare a saperci aprire a nostra volta: in profondità, attorno a noi, in avanti ed in alto.



Dalla postfazione a cura di Ubaldo Giacomucci:

Autore dal dettato sicuro e fortemente allegorico, Gian Manlio Gianturco conferma una ricerca poetica di notevole spessore, che conduce ad un testo organico e ricco di sfumature espressive, molto più di una semplice “raccolta” di poesie, un vero e proprio frutto unitario di una ricerca condotta sul filo conduttore di una dimensione escatologica.
Ma non deve trarre in inganno qualche (importante e intrigante) accenno ad una dimensione etica che rivela la continuità con la precedente ricerca poetica dell’Autore; in primo piano rimangono comunque le vicende spirituali, con sfumature a volte di grande tensione espressiva.
Si tratta di un testo in cui emerge stilisticamente il ritmo e la rima, un testo che spicca nel panorama della poesia italiana contemporanea proprio per la possibilità di conciliare leggibilità e novità espressiva al di là della contrapposizione tra sperimentalismo e tradizione letteraria.
Ne emerge uno scavo sulla parola, che propone poesie molto intense e fortemente scandite, di grande essenzialità, che spingono il lettore a una comprensione non solo formale e intellettuale, ma anche emotiva.
Una silloge, dunque, che attesta l’urgenza di una scrittura portatrice di quei segni dei tempi che pure si fanno sentire grazie alla tensione costante del dettato e alla dimensione del significato profondo e immanente.


Gian Manlio Gianturco, poeta e scrittore, è nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) e vive a Roma.
Laureato in giurisprudenza, in possesso di diploma di formazione superiore in filosofia, ex dirigente, ha, tra l’altro, prestato servizio presso l’Ufficio Legislativo del Dipartimento della Funzione Pubblica, terminando poi la sua carriera come dirigente del Dipartimento del Personale di un noto ente previdenziale privatizzato.
Suoi articoli sono apparsi ne “Il foro amministrativo” mensile della Giuffrè e nella rivista “Il Borghese”.
Ha già pubblicato varie raccolte di poesia: Mirabilia, Dall’antica Roma ai giorni nostri (Ragusa 2000); Ieri, oggi, domani… chissà (Roma 2001); Sogno dopo sogno (Roma 2002); Pioggia di cenere (Guida editore, Napoli, 2002); Assonanze (Roma 2004); C’era un domani (Roma 2004); Non sine sole (Roma 2006); Quartine dello scontento popolare (Roma 2007); Canzoniere in pillole (Edizioni Tracce, Pescara, 2008); Chiaroscuri (Edizioni Tracce, Pescara 2010); Il partito del Nonvoto (edizioni Progetto Cultura, Roma, 2011); Gorgheggi d’amore (edizioni Tracce, Pescara 2012);
nonché i volumi di racconti e saggistica: Dialoghi con l’essere (Guida editore, Napoli 2003); Dei poetici furori (Roma, 2005); Vademecum per tempi postmoderni (Roma 2006).
Ha ottenuto diversi riconoscimenti in premi letterari, tra cui da ultimo per la silloge poetica
Gorgheggi d’amore il premio unico regione Lazio al premio nazionale Histonium 2012.
Indirizzo email dell’autore: g.gianturco@alice.it
sito internet interattivo: www.partitodelnonvoto.it