Domenico Gambi
Aspettando le luci dell'alba


Edizioni Tracce, 2010
Narrativa
pp. 128
€ 11,00
ISBN 9788874336371
Dimensioni cm. 21x13

 










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Dalla prefazione dell'Autore:

Perché scrivere un racconto-lungo? L’idea di mettere nero su bianco qualcosa che fornisse un resoconto di quanto mi è successo mi è venuta l’indomani della dimissione dall’ospedale. Molti sono stati i pensieri che mi hanno accompagnato prima di mettermi a tavolino, pensieri di censura che riguardavano le mie tante sensazioni di fronte all’occhiuto, inquisitorio, spietato foglio bianco che mi stava davanti. Pensavo alla mia possibile codardia di fronte al male e, vana illusione, al mezzo migliore di superarla con uno scritto. Mi sembrava un modo troppo ambiguo di affrontare un problema che ineluttabile s’avanzava e mi sovrastava. Temevo di affidare ad un colloquio diretto i miei pensieri, lo ritenevo un modo cruento di avvicinarmi alla verità suggerita dai sentimenti: non avevo il coraggio, più per vigliaccheria che per pudore. E poi a chi dire apertamente le mie angosce senza essere commiserato? Ed io non lo voglio. Usare il mio linguaggio in modo diretto mi sembrava, inoltre, una forma inaccettabile di narcisismo.
Forse la motivazione più vera è stata dettata dal desiderio di ricordare ed in tal modo di cercare di conoscermi meglio, di capire le mie possibilità di reazione, di creare un’empatia fra me ed il mio io interiore-rapporto sempre difficile da decifrare – di mettermi in discussione. Questo è forse stato il primum movens. Ho esaminato le sensazioni che provavo nei diversi periodi che hanno caratterizzato tutto l’evento chirurgico. Sensazioni che mutarono dai primi giorni
ai giorni della ripresa, caratterizzata dal riaffiorare dei ricordi della vita passata. La gioia di ritornare libero, senza il dominio dei vincoli imposti dalla cura del corpo, è transitata attraverso il riappropriarsi delle cose più elementari. Passare da un regime di vita in pigiama, impersonale, a quello abitudinale, con pantaloni e giacca, mi ha fatto sentire in modo tangibile il forte legame alla vita attiva e pensante di tutti i giorni. Ho rivissuto spesso la tragedia di chi è stato sottoposto, ingiustamente, a qualsiasi forma di restrizione della libertà o anche alla reclusione. Ebbene tutti i prigionieri sentivano nella spoliazione l’inizio della condizione di schiavitù alla quale erano sottoposti e ne soffrivano molto.
All’uscita dall’ospedale c’è stata la ripresa di contatto con la realtà che, per un periodo sia pure breve, era stata messa in quiescenza. Ho dovuto affrontare, scavalcando la depressione, il senso di abbandono, l’inerzia che mi fasciava tutto il corpo ed ho dovuto cercare di vincere la partita con la mia volontà. Con difficoltà mi sono adattato al mondo che mi sembrava nuovo e che in realtà era pur sempre quello di prima. Forse il modo di percepirlo è cambiato. I giorni si sono vivacizzati pian piano, sono comparsi gli spiragli di lucida fiducia, la depressione è rallentata nel tempo. Infine sono diventati sempre maggiori i periodi di luminosità che mi hanno aiutato, senza camuffare la verità, a scalare quella montagna che ha in cima il premio di una normale convivenza con gli altri. Il corpo che mi è stato imprestato per un certo periodo di tempo, ha ripreso a funzionare seguendo le regole imposte dalla natura e lo stress dei momenti peggiori è rimasto sullo sfondo di un orizzonte che ha riacquistato la vicinanza con un cielo quasi sereno.


Domenico Gambi, nato a Ravenna, si è laureato in medicina e chirurgia a Bologna. Vive e lavora a Pescara dove ha ricoperto il ruolo di professore Ordinario nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università G. d’Annunzio. È autore di più di 150 pubblicazioni scientifiche, apparse su riviste italiane e straniere. Dagli ultimi anni ’90 e successivi 2000 ha affiancato all’attività di insegnate e ricercatore quella di appassionato cultore di letteratura moderna. In particolare si è dedicato alla narrativa, contribuendo a numerosi concorsi letterari (Voci Nuove, Histonium etc) con propri originali racconti, spesso premiati nelle sezioni di settore. Il racconto d’esordio della attività letteraria è stato ”Il Sogno di Nicola”, apparso negli atti del premio letterario ”Raffaele Pellicciota”. La recente esperienza di ”malato” (operato per ulcera gastrica nel 2007) ha indotto l’autore a confessare a se stesso le difficoltà del periodo immediamente successivo all’intervento chirurgico e dei mesi di convalescenza.
Aspettando le luci dell’alba è un resoconto dettagliato dei pensieri che attraversano la mente quando ci si trova agggrappati alla speranza di guarire e di ritornare nel mondo, in mezzo ai propri famigliari ed amici.




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