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Franca Mucciante
Un fiume di parole
emozioni riflesse

Edizioni Tracce, 2014
Poesia collana "Anamorfosi"
Prefazione di Alessandro Cesareo
pp. 64 - € 11,00
ISBN 978-88-7433-978-5
Dimensioni cm. 21x14,5





In copertina: Violetta Mastrodonato, Oro, 2014,
tecnica mista su tavola, cm 50x70


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Dalla prefazione di Alessandro Cesareo:

Oltre quaranta liriche per dire, anzi per cantare, che la vita è un’avventura che ha un sapore intenso e che, anche se difficile ed a volte complessa, regala un gusto autentico ed inebriante a chi riesca a coglierne in profondità le sfumature ed il senso.
Dai titoli, quali Donna per eccellenza, Affacciarsi alla vita, Amor di mamma e, ancora, Piccole principesse, Storie di donne, ma anche Mammuccia Rèsa, Nonna Teresa, emerge infatti la vera, poliedrica ed autorevole protagonista di quest’invitante raccolta di versi, ovvero la personalità della donna, colta in tutte le sue più belle e significative sfumature, davanti alle quali il lettore resta colpito e, in certi casi, anche ammaliato.
Viene pertanto ad essere confermato il ritratto di Franca come quello di una donna accorta, sensibile, amante della bellezza e della perfezione, ma anche dotata di un vivo senso pratico, nonché attenta al valore ed al significato che la millenaria tradizione contadina e rurale hanno assunto all’interno di questo nostro mondo così freneticamente proteso verso il futuro, ma a volte forse un po’ dimentico di quanto di bello e di vero è stato nel passato e che, inoltre, seguita ad essere anche nel presente.
Indomita e fiera è anche lei, dunque, proprio come quelle donne delle quali ci parla con grande disinvoltura e che costituiscono, tanto per chi scrive che per chi legge, un autentico ambito d’ispirazione e di suggestione artistica. [...]
Ed è quindi un profondo, marcato senso di appartenenza ad un’intera e variegata comunità femminile che fa insorgere l’autrice contro la violenza perpetrata ai danni delle donne, così come efficacemente dimostrato nell’importante lirica Arginiamo la follia.
È infatti in questo specifico senso che va letto l’impegno profuso da Franca a favore delle tradizioni e dei costumi dei singoli borghi, con particolare riferimento ad uno dei centri antichi più belli d’Italia quale è Castel del Monte; interessanti e pregevoli si rivelano, infatti, le riprese vernacolari così evidenti nella silloge qui proposta e curate nei minimi dettagli, onde rendere gradevole e proficua al tempo stesso la lettura dei testi proposti, presentati dall’autrice in dialetto ed in italiano.
In tutto questo, il ricordo ed il posto occupati dall’amato fratello Luigi costituiscono un importante punto di riferimento tanto per lo sviluppo dell’impegno culturale qui praticato che per la costruzione del paradigma della memoria, colta, quest’ultima, in molteplici sfumature ed in assai articolati e variopinti risvolti.
Un ulteriore motivo di pregio che connota la raccolta in oggetto è, infine, una viva attitudine al plurilinguismo espressivo ed al bifrontismo stilistico e trattasi, in effetti, di doti particolarmente evidenti nella serie di liriche che l’autrice ha deciso di comporre e di redigere nel colorito e coinvolgente dialetto di Castel del Monte, decidendo inoltre di mescolarle a quelle redatte invece in lingua italiana.
Il gruppo delle liriche in vernacolo [...] passa in rassegna i tratti più significativi ed incisivi della vita contadina e rurale, sollecitando così la fantasia del lettore e punzecchiandone la curiosità, onde rendere il più gradevole ed attraente possibile tanto con il contatto con questa particolare realtà che con l’insegnamento, i modelli e gli esempi che dalla stessa vanno prendendo corpo, dipanandosi per ogni dove.
Dappertutto, un vivo senso di compostezza espressiva e di linearità espositiva costituiscono un altro, importante tratto dello scrivere dell’autrice, per la quale la differenza tra poesia e prosa risulta concretamente attenuata e sfumata, e questo a tutto, esplicito vantaggio di una pagina senza dubbio più lineare e maggiormente avvincente, ovvero una pagina davanti alla quale vale davvero la pena soffermarsi ed al cui cospetto non si può non avvertire un forte e diffuso senso di stupore e di tremore. Tutto questo è, appunto, il libero e sereno poetare di Franca Mucciante.

Franca Mucciante è nata a L’Aquila e dopo il sisma del 2009 vive fuori città.
Ha iniziato a scrivere poesie dal 2003 ed ha partecipato ad iniziative culturali volte alla riscoperta delle tradizioni e del costume locale.
Nel 2006 si è adoperata per la pubblicazione di un volumetto
La Mena delle pecore in Puglia che il fratello Luigi aveva lasciato dattiloscritto (ed. Arkè).
Sempre per il fratello nel 2007 ha presentato il volume Castel del Monte e il suo dialetto (ed. Eco), scritto dallo stesso Luigi, che si apre con una poesia dialettale della stessa Franca.
Ha partecipato a diversi recital di poesia tenutisi a L’Aquila e a Castel del Monte ed a vari concorsi letterari:
AmaRossella (Roma 2010); AlberoAndronico (Roma 2010) dove è presente nella III antologia del Premio con la poesia Una donna di Castel del Monte.
Sue opere sono presenti anche su periodici, tra cui Problemi di Castel del Monte (dove ha collaborato per circa 10 anni), La Vetta dell’O.F.S.
Nel 2013 è stata inserita in una collana di nuovi poeti contemporanei, diretta da Elio Pecora, dal titolo:
Viaggi di Versi (ed. Pagine), mentre è in corso di pubblicazione la Collana “7 Autori” della stessa casa editrice.