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Dalla quarta di copertina:
Questo lavoro è il tributo ad un luogo e ad uno stile di vita che
finora non era si mai concretizzato. La settimana di Cervati
è stata da sempre un mito che ha unito e continua ad unire,
diverse generazioni in una zona dell’Italia meridionale ai più
misconosciuta: il Cilento. Alle sorgenti del fiume Calore, in
prossimità della vetta più alta della Campania, il monte Cervati
per l’appunto, ogni anno si radunano spontaneamente
decine di giovani accomunati dagli stessi ideali di vita e dai
medesimi sentimenti rispetto alla libertà, al vivere in armonia
con se stessi, con gli altri e con la natura incontaminata che
in questi boschi si ritrova. L’attenzione è rivolta ad aspetti
di carattere descrittivo-culturali di questa terra con le sue
usanze, i suoi costumi, i suoi miti e le sue leggende. Si disserta
anche su dinamiche intrinseche a percezioni e sensazioni che
sconfinano nell’intimo di ciascuno.
Estremizzando possiamo considerare questo scritto alla
stregua di un manifesto per una certa parte della gioventù
meridionale, quella che ovviamente ci si riconoscerà.
“Se sia il cielo, la Madonna, le pietre, i faggi a trasfondere
tutto questo, io dopo tanti anni non l’ho ancora capito. […]
Lo spirito di Cervati c’è, esiste e per chi sente di possederlo
è un tesoro a cui attingere per ogni aspetto ed in ogni istante
della nostra esistenza.”
Francesco Domini è nato a Roma il 16 agosto del 1969, proprio mentre in una fattoria dello stato di New York (a
Woodstock) si celebrava il raduno rock più bello di tutti i tempi. Dal 1990 suona la chitarra ma i risultati sono e sono stati
alquanto deludenti. Non è mai stato sulla luna. Non crede che l’assunzione di droga possa essere di una qualche utilità
se non quella di far trascorrere del tempo senza viverlo. Non è amico dei regnanti dei paesi di mezza Europa e di quell’altra
metà ne ignora addirittura la forma di governo. Non è affiliato a nessuna organizzazione ONG e non è convinto che gli OGM
siano così innocui come vogliono farci credere.
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