Luciano De Angelis
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Dalla quarta di copertina: Cinzia Donatelli Noble
Dai "bravi" di manzoniana memoria al mago Albus Silente delle avventura fantasy della saga di Harry Potter. Dal terrificante pagliaccio Pennywise, partorito
dalla penna horror di Stephen King, alle atmosfere grishamiane de "Il cliente". dagli arabi de "Lo straniero" di Camus al signor K. dei romanzi di Kafka.
Sul canovaccio delle più disparate reminiscenze letterarie, questo romanzo è il diario di un viaggio introspettivo nel mondo dell'inconscio. Un percorso
onirico con continui, avvincenti passaggi dalla dimensione reale a quella fantastica, durante il quale l'autore incontra personaggi e situazioni sedimentati nella
sua memoria in anni di letture e riemersi per accompagnarlo, di labirinto in labirinto, fino ai confini dell'esistenza. Paola De Angelis ...Le frasi brevi, i dialoghi dell’autore con se stesso e con i vari personaggi (oltre chiaramente alla particolarità delle vicende immaginate) costruiscono
e mantengono per tutta la narrazione la suspense necessaria a rappresentare la sottile angoscia che anima i pensieri dell’io narrante e che esploderà nel
tragico finale. Le citazioni di porzioni di opere letterarie e i richiami a quadri e sculture, esprimono l’idea di cultura come comunicazione tra generi diversi,
suggerendo le infinite possibilità di rimandi e rielaborazioni a chi decida di avventurarsi nel mondo della lettura e dell’arte.
Altro elemento che a mio parere determina la riuscita di questo testo, è la sincerità dell’autore, che traspare dalla lucidità delle riflessioni, ma
soprattutto dalla messa in gioco di sentimenti e fatti personali. Elemento, questo, che determina un altro aspetto positivo per chi legge: quello di ritrovare
stati d’animo, dubbi, ansie che prima o poi colgono tutti coloro che non si accontentano di far passare i giorni uno dopo l’altro, ma ricercano un senso
(o più sensi) dell’esistenza. Anche a questo può servire un libro, a farci capire che non siamo soli, come spesso ci sembra.
Trovo che la sovrapposizione tra reale e surreale, tra veglia e sogno, sia resa in modo avvincente e talora ironico, e che la “finzione scenica” sia sempre
coerente... Rosella Tessitore |
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