Homepage || I libri delle Edizioni Tracce || Le attività e le iniziative culturali


Sergio Congia
TIGELLIO
Cantore dei due Cesari

Edizioni Tracce, 2012
Narrativa
pp. 56
€ 12,00
ISBN 978-88-7433-790-3
Dimensioni cm. 21x14,5




In copertina: suonatore di launeddas,
l'arcaico strumento della Sardegna



Per richiedere il libro in contrassegno invia una E-mail
cliccando sull'immagine che segue...


È singolare come il protagonista della nostra storia, il musico sardo – romano Tigellio, pur avendo goduto sia i favori dei potenti che degli altri ceti sociali, non abbia avuto una cultura storico – letteraria adeguata al suo rango, soprattutto se si guarda alle vicende che – come avremo modo di mettere in luce – ne hanno fatto non solo il musico ammirato e apprezzato – una vera “star” si direbbe oggi – ma anche un personaggio del potere.
In verità, ad averlo lasciato nell’ombra, hanno contribuito la complicità e la labilità delle fonti, che hanno giocato a spandere su Tigellio una luce alquanto ambigua e stravolgente, creando per gli studiosi anche un problema di identità con il quasi omonimo Tigellio Ermogene.
Le notizie – purtroppo assai scarse, anche se di assoluta autorevolezza – si devono principalmente a Cicerone e ad Orazio che con motivazioni diverse profilarono un giudizio piuttosto umbratile ed ambiguo del cantore sardo che però, paradossalmente, da una loro attenta lettura e comparazione ne esce ingrandito di spessore artistico.

Dall'Introduzione:

In tempi passati i musici e gli artisti in genere, solo se di alto livello trovarono buona accoglienza presso le corti principesche e comunque la loro fortuna è sempre stata alterna e malferma, in quanto legata agli umori incostanti e alle bizzarrie dei protettori, pronti ad invaghirsene e più facilmente a sbarazzarsene una volta venuta meno la ragione del loro diletto.[...]
Queste preliminari considerazioni mirano a riproporre le vicende di un singolare personaggio della Storia romana, un musico, cantore e poeta che ebbe la ventura di vivere nientemeno che alla corte dei primi due Cesari, Gaio Giulio e Ottaviano Augusto, di goderne talmente i favori e l’amicizia al punto da esprimerne persino il potere e di incuterne il timore.
Fu quello uno dei periodi più burrascosi, caratterizzato dalle più spietate lotte civili da cui doveva scaturire il più potente e duraturo impero dell’età antica, in cui, malgrado tutto, contrappesò una folgorante vita culturale e artistica con una pleiade di personaggi il cui protagonismo parve rinverdire i fasti della grande Ellade.


Sergio Congia è stato docente di storia, filosofia e scienze dell’educazione.
Di origine sarda (Cuglieri-Or) ha trascorso l’infanzia e la prima giovinezza tra la Calabria, la Toscana e la Lombardia e, successivamente, dal 1977 al 1997 a Parma, operando, oltre che nella scuola, nel giornalismo e nella saggistica.
Tra vari riconoscimenti, ha ottenuto, nel 1996, il premio internazionale
S. Valentino d’Oro.
Risiede attualmente a Cagliari, ove continua a svolgere un’intensa attività culturale e presiede il Comitato della Società “
Dante Alighieri”.