
In copertina:
Micol Cavicchia, Mondo rosa 2, 1998, 20x30, tecnica mista
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Dalla prefazione di Renato Minore:
Un'interrogazione profonda e continua accende i versi di Daniele Cavicchia e si condensa nelle quattro figure eccellenti
del custode distratto, del ladro burlone, dello scavatore indefesso, del messaggeroi senza messaggi.
...
Con gesto deciso, Cavicchia trasferisce nei suoi versi quei forti sentimenti "primari" che agitano le sue figure.
Ricostruito nel puzzle dentro cui confluiscono il custode e il ladro, il messaggero e lo scavatore, il viandante č la figura ultima
e non residuale sulla cui metaforica consistenza la sua poesia misura fino in fondo e compiutamente se stessa, la sua ambizione poematica,
la sua figurativitā dolente e espressionisticamente accesa, la sua tormentata dicibilitā risolta in drammaturgica dialogibilitā, il suo assillo
di "senso" oltre l'interrogazione costante.
Daniele Cavicchia č nato nel 1948 a Montesilvano (PE), dove risiede.
Č ideatore e segretario di alcune manifestazioni artistico-culturali tra cui il premio "Cittā delle rose " e
il "Premio Letterario Nazionale Marconi" di scrittura giovanile dedicato a Micol Cavicchia.
Sue poesie sono state tradotte in inglese, giapponese e russo.
Numerosi i premi e le onorificenze ricevute, e numerosi i critici che si sono espressi sulla sua opera, da Mario Luzi a Renato Minore,
da Paolo Lagazzi a Marco Tornar, da Walter Mauro a Luciano Luisi.
Ha pubblicato: Liriche (Pescara 1969), Per i sentieri di Sion (Bologna, 1973), Alle porte di Enaim (Foggia, 1982),
Altri sogni (Pisa, 1988), Un dio per Saul (Pescara, 1989), Il manichino (Pescara, 1993), I dialoghi del paziente (Chieti, 1998),
La malinconia delle balene (2004) e Dal libro di Micol (2008).
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