
In copertina: composizione del pittore Domenico Gentile
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La presente antologia copre mezzo secolo di attività poetica di Mario Benatti.
Egli ha seguito un percorso di ricerca assai ampio, non rettilineo ma variegato,
sperimentando modi e contenuti diversi.
Ogni suo libro ha una specifica e precisa caratterizzazione, sviluppa un tema, descrive un problema, operando sul testo con sapienti, variati esercizi di metrica e
di rima, servendosi di un dizionario enciclopedico, usando spesso linguaggi speciali: della scienza, della linguistica, della teologia accanto alla lingua quotidiana
comune, ma anche inventando parole.
Mario Benatti è nato molti anni fa nella campagna appena fuori Mantova, città dove attualmente vive. È medico
dermatologo, grafologo e giornalista pubblicista. Ha approfondito alcuni studi agiologici.
Il suo interesse per la poesia è iniziato durante la frequentazione liceale. La presenza attiva si è poi concretizzata in raccolte, riviste
e antologie. Dei numerosi volumi pubblicati si ricordano: Poesia piccola (1961); Pater Noster (1974);
Libere quartine (1998); Mirabili variabili mani (2003); Lettere. Tra silenzi e rumori. Echi da Umberto (2007);
Due parole (2009).
Ha tradotto in due raccolte il poeta tedesco Hanns Cibulka. Meritano menzione alcune delle
antologie poetiche in cui ha trovato accoglienza: Il porto. Antologia dei medici poeti (1975);
Il peso della speranza. Antologia della poesia religiosa degli anni ’70 (1977); I luoghi dell’incontro (1998);
Poesia della traduzione (2003); Ditelo con i fiori. Poeti e poesie nei giardini dell’anima (2004).
L’insieme della presenza attiva di Mario Benatti è stata costantemente accompagnata dalla convinzione che la poesia possa essere anche
“mescolare se stessi con il mondo in righe incomplete di parole”.
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