Anna Maria Angelitti
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Dalla Introduzione: Questo romanzo di Annamaria Angelitti dimostra una estrema efficacia nel conciliare elaborazione stilistica e forza comunicativa, testimoniando una forza espressiva legata all'essenzialità della narrazione, che riannoda i fili tra l’immaginazione letteraria e la dimensione socio-culturale del testo. In questo modo l'Autrice ci offre una storia sulla transizione di genere, cioè sul percorso che porta un individuo a smettere di vivere il ruolo di genere relativo al sesso biologico di appartenenza, per arrivare a vivere pienamente nell'identità del genere di elezione. Un romanzo, dunque, di grande attualità e anche letterariamente scottante, giocata sulla peculiarità italiana, in cui la legge 164 del 14 aprile 1982 permette la transizione di genere ma la morale corrente non ne assume ancora pienamente i contenuti socio-culturali. Questa legge, infatti, riconosce alle persone transessuali la loro condizione e le autorizza a compiere il percorso per conformare il corpo al genere d'elezione, e quindi al cambio anagrafico dopo gli interventi chirurgici sugli organi riproduttivi. Pertanto le persone che hanno concluso, da un punto di vista legale, la transizione da un sesso all'altro possono sposarsi ed anche adottare. Il romanzo è senz’altro particolare sia per i temi affrontati, che per lo stile scorrevole e vivace. Un testo godibile, che il lettore troverà scorrevole e coinvolgente. Ubaldo Giacomucci
Anna Maria Angelitti nasce in Abruzzo. Interrotti gli studi di architettura alla facoltà di Roma, si dedica alla famiglia e all’insegnamento della storia dell’arte e della pittura. | |