Francesco Anello

La Poetica Filosofica
Scettico Abrasiva
De L'Ermetica Sottovuoto
A Perdere


Edizioni Tracce, 2011
Narrativa
pp. 136
€ 12,00
ISBN 978-88-7433-713-2
Dimensioni cm. 21x13


In copertina: immagine elaborata dall'Autore




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Dalla postfazione di Ubaldo Giacomucci:

Non è facile proporre un testo molto originale in questo secondo decennio del terzo millennio, sia per la varietà e il gran numero delle ricerche letterarie nella letteratura contemporanea, sia perché proprio la volontà di ricercare il nuovo, l’inedito, ha permesso di esplorare tantissimi stili e linguaggi espressivi.
Tuttavia questo testo di Francesco Anello riesce nell’impresa di realizzare un testo creativo di notevole originalità, con una peculiarità espressiva e una cifra stilistica ben definita.
Il filo (il-logico, forse scriverebbe l’Autore) lungo cui si dipana il testo è proprio una particolare commistione di satira, umorismo e comicità, con effetti deflagranti sul piano del linguaggio.
Certo, la poesia ironica o addirittura il non-sense hanno da tempo diritto di cittadinanza nella letteratura contemporanea, così come anche parte della narrativa sperimentale è riuscita spesso a raggiungere momenti spassosi e/o graffianti.
La ricerca di Francesco Anello diventa quindi un’operazione linguistico-lessicale che individua un’impostazione stilistica originale, ma soprattutto una dimensione culturale di costante trasgressione, critica e messa alla berlina dei luoghi comuni, delle convenzioni, degli atteggiamenti paludati e delle scritture più retoriche.
Con un’operazione di notevole incisività, l’Autore rielabora o decostruisce determinate forme di memoria linguistica, che inserisce in un nuovo contesto, arricchito da una personale verve espressiva, caratterizzata sia dall’ironia che dall’autoironia.
Si staglia così nettamente una voce sonora ed evocativa, che supera forse persino le barriere e le distinzioni tra i generi, tra poesia e narrativa, tra autobiografia e teatro.

Francesco Anello, attore e regista, vive e lavora ad Atri sua città natale, gestisce una scuola di Teatro ed è il direttore artistico della compagnia Teatro Minimo Atri fondata nel 1977.
La passione per l’arte scenica la eredita dal padre e dal fratello anch’essi attori nonché autori. A 13 anni inizia la sua avventura con il Teatro Minimo Atri e contemporaneamente frequenta numerosi corsi di formazione che gli consentono di crescere professionalmente e di raggiungere un buon livello attoriale.
Nel 1998 viene scritturato dal Teatro Stabile Abruzzese dove ha come maestro il regista Lorenzo Salveti, dal quale apprende le tecniche della regia.
In 31 anni di attività il suo curriculum è molto nutrito, avendo interpretato e diretto numerosi allestimenti teatrali.
Due anni fa l’amica e collega Concetta Meri Leone ebbe modo di imbattersi in alcuni suoi scritti composti quasi per gioco, e, apprezzandoli suggerì l’idea di raccoglierli per tentare una loro pubblicazione.
Così, a 44 anni, celibe, prova a cimentarsi con questa strana opera letteraria, che testimonia l’indubbio stato confusionale della sua inevitabile gioconda costernazione.